Bologna, 7 ott – “Cinque mesi di lavoro per realizzare questo lavoro sull’emigrazione emiliano romagnola in cui ho incrociato tutti i dati, governativi e di fonte Istat, dal 1869 al 2007” dichiara il professore Fausto De Salvo dell’università di Bologna e consultore dell’associazione in occasione della seconda giornata dell’assemblea degli emiliano romagnoli nel mondo, in corso a Bologna. Nella prima parte del periodo preso in esame c’è un’emigrazione con andamento ‘gaussiano’, con il picco nel decennio 1901 – 1910, mentre nel dopoguerra si mantiene su elevati valori fino al 1970 per poi crollare e rimanere stabile nei decenni successivi. La componente maschile risulta sempre maggioritaria nel periodo prebellico, mentre successivamente aumenta il flusso femminile, in particolare dopo il 1970.