Roma, 23 ott – “Oggi che siamo noi ad accogliere gli immigrati e che siamo diventati un paese di grande immigrazione, non dovremmo mai dimenticare di essere stati a nostra volta un paese di emigrazione”. Con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha commentato l’inaugurazione al Vittoriano di Roma del museo dell’emigrazione, che da domani sarà aperto al pubblico. Napolitano ha ricordato che gli italiani che emigrarono lo fecero “in condizioni durissime che non dovremmo mai dimenticare”. Si è trattato, ha spiegato il presidente, “di un capitolo essenziale della nostra storia” e con l’approssimarsi del 150/o anniversario dell’Unità d’Italia “non possiamo dimenticare il fatto che nell’Italia pur unita, tanti italiani non trovarono lavoro, e furono costretti a partire”. Questi italiani, ha aggiunto il sottosegretario degli Esteri con delega agli italiani nel mondo Alfredo Mantica “non sono italiani di serie B”: anzi, molti di loro “partiti siciliani, lombardi, veneti o abruzzesi, solo a destinazione capirono di essere davvero italiani. Oggi – ha deto Mantica – ci sono 50 milioni di persone nel mondo che hanno sangue almeno in parte italiano. È giusto considerarli parte della comunità”.