Roma, 5 ott – La tradizione della letteratura pugliese dal 1970, anno di creazione delle istituzioni regionali, al 2008 in un volume che cerca di documentare come sta cambiando la produzione letteraria e l’immagine che gli scrittori danno della loro regione. È stato presentato ieri presso la sede romana della Società Dante Alighieri “Letteratura del Novecento in Puglia”, la ricerca frutto di un lavoro condotto da studiosi di tutte le università pugliesi e da critici e ricercatori, coordinata da Ettore Catalano ed edito dalla Progedit. Il volume affronta, con un lavoro sul campo, l’analisi delle realtà territoriali dalla Capitanata alla Terra di Bari, dall’Alto Salento brindisino al Salento leccese e alla provincia ionica, in una prospettiva che passa in rassegna riviste, gruppi intellettuali, poeti, narratori, uomini di spettacolo, letteratura “contaminata” dei pugliesi all’estero e lingua degli emigrati, evoluzione dei dialetti e realtà dell’editoria pugliese. “In nessun’altra regione d’Italia è stata fatta un’operazione del genere – informa il curatore Ettore Catalano – perciò vogliamo tentare questo esperimento anche in altre regioni”. Presenti all’evento anche Lazzaro Caputo, preside della facoltà di lettere di Tor Vergata, Walter Pedullà, professore emerito di letteratura italiana alla Sapienza, e Giuseppe Vacca, docente di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bari.
(San)