Roma, 17 nov – I dipendenti di ruolo pubblici che risiedono all’estero per motivi di lavoro vanno considerati “esonerati dagli obblighi inerenti il monitoraggio fiscale limitatamente alle disponibilità detenute all’estero mediante l’accredito degli stipendi o altri emolumenti derivanti da tali attività lavorative”. Lo specifica una circolare delle Agenzie delle Entrate, volta a far chiarimenti circa la posizione dei cittadini italiani che lavorano all’estero nell’ambito della norma dello ‘scudo fiscale’ e la relativa azione di monitoraggio fiscale. La circolare specifica che “qualora tali disponibilità siano state impiegate per l’acquisizione di altre attività finanziarie o per investimenti all’estero attraverso cui possono essere conseguiti redditi imponibili in Italia, resta fermo l’obbligo di compilazione del modulo RW relativamente alle attività e agli investimenti stessi” e che “l’esonero di cui sopra permane fintanto che il lavoratore presta la propria attività all’estero e viene meno al rientro in Italia del dipendente, qualora questi mantenga, per qualsiasi motivo, le suddette disponibilità all’estero”.