Roma, 30 nov – Con un sentito saluto ai giovani italiani residenti all’estero da parte del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica si sono aperti questa mattina a Roma i lavori della terza assemblea plenaria della conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie. E proprio ricordando la prima conferenza dei giovani italiani all’estero tenutasi lo scorso anno, il sottosegretario ha tenuto il suo intervento di apertura di questi lavori, augurandosi che siano caratterizzati da sinergia e unità di intenti per il raggiungimento di obiettivi concreti. Unità di intenti e di valori sono gli elementi necessari secondo il sottosegretario con delega per gli italiani all’estero che si è domandato quali siano effettivamente “i valori che ci consentiranno di mantenere la nostra identità”. “Come essere ancora protagonisti sulla scena internazionale? Le risposte – afferma il sottosegretario – vanno costruite insieme a tutti coloro che hanno questo sentimento di appartenenza all’identità nazionale”. “L’Italia – ha evidenziato più volte Mantica – è la più grande potenza culturale del mondo: abbiamo un patrimonio culturale che ci distingue nel mondo e che non possiamo disperdere”, ma che dobbiamo diffondere. Di questo patrimonio fa parte anche la storia dell’emigrazione che “non è storia di serie ‘b’, ma la storia di una grande parte della comunità nazionale”. Anche “l’Italia che lavora all’estero – ha aggiunto Mantica – è testimonianza di identità nazionale” e per questo è fondamentale “mantenere duro e costante legame con questa parte d’Italia”. Su questi valori e sulla base del documento programmatico per il 2009 – frutto del lavoro del comitato ristretto – nel campo dell’economia, ma anche della cultura, “occorre quindi compiere un salto di qualità”. L’invito del sottosegretario è quello di “concentrare gli sforzi un’azione corale” perché si deve “cogliere e accettare il confronto per ottenere un arricchimento reciproco”. L’auspicio di Mantica è che il 2011, nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, le “comunità italiane all’estero siano partecipi di questo avvenimento”, costruendo “la comunità nazionale con gli italiani in Italia e con gli italiani all’estero” e “consolidando il rapporto tra Stato e Regioni per giungere a uno stesso obiettivo”.
(Cle)