Roma, 30 nov – Intervenuto ai lavori della terza assemblea plenaria della conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-Cgie in corso a Roma, il segretario generale del Cgie Elio Carozza ha ricordato che questo appuntamento si sta svolgendo con un anno di ritardo rispetto ai tempi previsti. “Non possiamo più permetterci di continuare su questa scia, lasciando passare ancora del tempo e delle opportunità”, ha affermato Carozza, sottolineando che tutte le istituzioni coinvolte in questa conferenza devono necessariamente “fare sistema”, come d’altronde chiedono tutti i rappresentanti degli italiani all’estero. Secondo il segretario del Cgie “al frazionamento degli interventi” corrisponde “una perdita d’efficacia” degli interventi stessi e quindi “riaffermare la volontà di fare sistema non è affatto scontato”. Quella dell’unità d’intenti è un’esigenza particolarmente avvertita ora che “le difficoltà economiche impongono un’importante riduzione degli stanziamenti sia a livello centrale che regionale”, con il rischio di annullare l’efficacia delle proposte avanzate e “dando persino l’impressione che vi sia uno spreco delle risorse messe a sistema”. Tra gli obiettivi del Cgie, Carozza ha citato la creazione di una banca dati, un maggiore stimolo alla comunicazione e la promozione della lingua e della cultura italiana, traguardi che ancora non sono stati raggiunti “malgrado gli sforzi fatti fino ad ora”. Adesso si deve puntare “sul nuovo percorso che verrà tracciato dal comitato ristretto istituito dall’intesa Governo-Regioni in materia di rapporti internazionali” affinché vi sia una costante analisi, programmazione e monitoraggio delle iniziative poste in essere. Il segretario generale del Cgie ha concluso invitando il Paese a valorizzare l’importanza delle comunità di italiani all’estero, predisponendo quindi gli strumenti necessari a soddisfare le loro esigenze.
(Cle)