Roma, 1 dic – “Credo che l’Italia si debba rendere conto che la cultura italiana non può essere soltanto ristretta a quella prodotta all’interno dei confini nazionali e prodotta da chi è nato e risiede in Italia”. Altri due aspetti secondo il vicesegretario generale per i Paesi anglofoni del Cgie Silvana Mangione fanno parte della cultura italiana: “quella italiana all’estero che va riportata in Italia e quella degli immigrati sia che scrivano nella loro lingua e in italiano”, cioè la “cultura di ritorno che vorremmo fosse compresa meglio in Italia”. La proposta di Mangione, avanzata ai rappresentanti delle Regioni presenti alla conferenza a Villa Madama, è quella di sostenere un progetto di una casa editrice nata da un’associazione locale a Brooklin: “stiamo facendo – ha spiegato – un censimento degli scrittori di origine italiana negli Stati Uniti e abbiamo creato una collana degli scrittori italiani all’estero. Con l’aiuto della Regione Puglia abbiamo presentato il lavoro di uno scrittore pugliese. Chiediamo un piccolo aiuto delle Regioni perché presenteremo questi scrittori nelle loro regioni di origine”. Il primo volume pubblicato è “Importato dall’Italia e altre storie” e narra la storia della crescita di un figlio nato lì e dell’integrazione della comunità italiana negli anni 50 e 60.
(Cle)