Roma, 1 dic – Diventato famoso in Italia per programmi radiofonici e televisivi storici come “Alto gradimento”, “Indietro tutta” e “Quelli della notte”, all’estero hanno imparato ad amare Renzo Arbore “soprattutto a partire dal 1991, quando ha fondato l’Orchestra italiana, con l’obiettivo di far riscoprire Napoli e le sue melodie. Un successo che gli è valso la nomina ad ambasciatore della canzone napoletana nel mondo”. In un’intervista a “Il Messaggero di Sant’Antonio”, Arbore racconta il suo legame con le comunità italiane all’estero da cui viene spesso chiamato a “rappresentare l’Italia in varie manifestazioni. Come è avvenuto, ad esempio, in Spagna – si legge – dove ha aperto l’Expo 2008 di Saragozza, e in Messico, dove ha presenziato alla Fiera del libro di Guadalajara”. “Sono molto legato alle comunità all’estero – ha detto Arbore nell’intervista -. E penso che noi italiani residenti in Italia abbiamo una grande colpa. Non abbiamo mai valorizzato, riconosciuto e premiato il grande sacrificio, sforzo e valore della gente che è partita dal nostro Paese in epoche difficili, luttuose, di povertà e di mancanza di cultura. Gente che faticosamente ha conquistato questi Paesi e ha contribuito alla loro di cultura. Non solo. Ha veicolato la cultura italiana ovunque: in America Latina come nell’America del Nord, in Australia e altrove. Ogni tanto li vado a trovare, in giro per il mondo, ma vorrei tornarci più spesso”.
(Cle)