Roma, 18 dic – Un viaggio nel mondo femminile, quello di Isabel, che in sé racchiude tante altre donne: la madre, le antenate, fino a risalire alla “prima donna”, all’archetipo. Un viaggio per uscire dal tunnel delle paure e delle insicurezze che la bloccano in un mondo violento e legato alle convenzioni. L’unico modo per uscire da quel tunnel che provoca abbrutimento sembra essere solo la morte. La protagonista scopre invece che quel percorso, molto più ricco e complesso, la porterà verso la rinascita. Questo è “Notturno” (Edizioni Studio12) il primo romanzo di Mariza Bafile, giornalista e sceneggiatrice italo-venezuelana che ha lavorato al quotidiano italiano in Venezuela, “La Voce d’Italia”, dal quale si è dimessa nel 2006 per assumere l’incarico di deputata eletta nella circoscrizione estero, ripartizione America meridionale con il governo Prodi. “Notturno” è stato presentato ieri a Roma presso la libreria Koob dalla senatrice Anna Finocchiaro alla presenza della scrittrice Mariza Bafile, di Isabella Peroni e di Raffaele Aufiero, rispettivamente fondatrice ed editor di Studio 12, oltre che dell’attrice Elisabetta Carta che ha interpretato alcuni brani del romanzo. Uno degli elementi che emergono dal romanzo è il “senso di inadeguatezza femminile verso gli obblighi, i doveri di moglie e madre, e rispetto al lavoro”, ha detto Finocchiaro. Un sentimento “legato a un fatto culturale – ha detto la senatrice – che resiste dentro le donne, ma soprattutto fuori, e le influenza” e che “insidia la loro libertà e il loro equilibrio”. Un sentimento di inadeguatezza “reso benissimo nel romanzo” “che solo una donna poteva scrivere – ha affermato Finocchiaro – perché solo una donna conosce questo tipo di sentimento direttamente o rintracciato in donne vicine a lei”. Uno stato provocato da anni di violenza fisica e verbale perpetrati in ambito familiare prima dal padre e poi dal marito e da cui si esce anche grazie alla solidarietà tra donne. Una simpatia che nasce da un “a priori femminile identico per tutte e per cui tutte le donne di comprendono tra loro”. “Credo molto nell’amicizia e nella comunicazione tra donne”, ha detto Bafile, e il romanzo unisce tante storie e tante vicende di donne. L’idea stessa del romanzo prende spunto da una vicenda di cronaca legata a una donna che aveva cercato in Internet qualcuno che la uccidesse: “una notizia che mi ha colpito molto – ha affermato Bafile – e che mi ha ricordato tante donne conosciute nel mio periodo ‘femminista più forte’”. Una realtà, quella della violenza sul genere femminile, “di cui ci accorgiamo poco – ha spiegato Finocchiaro – ma che è molto più diffusa di quanto noi apprendiamo quotidianamente”. Oltre all’inadeguatezza, sopraggiunge anche il senso di colpa per un desiderio nei confronti di un altro uomo: Isabel sente il bisogno di punirsi per delle colpe create dal suo inconscio e per farlo non basta il suicidio, ma serve una morte dolorosa, causata dalla violenza di un uomo. Per Isabel alla fine non sarà così: “anche nei momenti più bui ce la puoi fare – spiega Bafile –: c’è sempre una luce che ti aiuta a uscire dal tunnel e non esiste una persona così sporca e cattiva che meriti di morire”.
(Cle)