Roma, 10 feb – Nel giorno del Ricordo, il giornale “L’Italiano”, la Fondazione Italiani nel Mondo e la Società di studi fiumani hanno reso omaggio alle vittime delle Foibe con la presentazione del libro di Antonella Ercolani “Da Fiume a Rijeka – Profilo storico-politico dal 1918 al 1947”, pubblicato dalle Edizioni Rubbettino/Università. A introdurre il dibattito è stato il padrone di casa, il senatore e vicepresidente della Fondazione Italiani nel Mondo Salvatore De Girolamo, che ha sottolineato l’importanza di questo evento, il primo di una lunga serie dedicati agli italiani nel mondo e che saranno ospitati proprio a Palazzo Patrizi Montori. De Girolamo ha ricordato come “con un colpo di penna”, il 10 febbraio del 1947 la città di Fiume e l’intera Dalmazia siano state annesse all’ex Jugoslavia: “Oltre 300 mila italiani sono stati sdradicati dalla propria terra”, ma “ciò che ancor più terribile è l’oblio dei 50 anni successivi”, in cui gli esuli, molti dei quali contavano vittime all’interno della propria famiglia, “hanno dovuto vivere il loro dolore in solitudine”. Finché il 10 febbraio del 2003 il ministro degli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia “ha sollevato la questione, restituendo agli esuli la loro storia”, divenuta legge l’anno successivo su iniziativa del Parlamento. In una sala gremita di testimoni di quei terribili eventi, Amleto Ballarini, presidente della Società di studi fiumani, Giovanni Stelli, direttore editoriale della rivista “Fiume”, Salvatore Santangelo, direttore Centro studi Fondazione Italia Nuova e Antonello Biagini, prorettore per la Cooperazione all’Università “La Sapienza” di Roma, si sono confrontati sull’importanza del libro della Ercolani, che rappresenta “un altro mattone dell’edificio della nostra storia dimenticata e che va tramandata alle generazioni future”.
(Fam)