Roma, 15 feb – La capacità di immergersi nella meditazione, fino al punto di pensare di essere in un altro mondo e non rendersi conto del tempo che passa, la disponibilità a sacrificarsi per un ideale, la sensazione di far parte di un tutto, la fede nel trascendente e nelle esperienze extrasensoriali. Uno studio, condotto da Salvatore Maria Aglioti (Università La Sapienza di Roma e IRCCS Fondazione Santa Lucia), da Cosimo Urgesi e Franco Fabbro (Irccs “Medea” – Polo Friuli Venezia Giulia e Università di Udine), in collaborazione con Miran Skrap (Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine), pubblicato su Neuron, la più importante rivista internazionale di neuroscienze, ha individuato le aree del cervello il cui funzionamento potrebbe spiegare la tendenza alla spiritualità ovvero l’attitudine dell’uomo a superare i confini spazio-temporali del corpo.