Roma, 24 feb – Il decreto legge ‘milleproroghe’ ripristina al 100%, almeno per un anno, il diritto soggettivo ai contributi pubblici per i giornali. Ma non per tutti. Si salvano i giornali e le radio di partito e i giornali editi da cooperative ma per i giornali italiani all’estero i tagli sono confermati e sono pesanti. La riduzione è del 50% del contributo complessivo. Tagli che colpiscono anche le testate dei consumatori e le radio locali. Il vicepresidente della Commissione cultura del Senato Vincenzo Vita parla di una norma con “luci e ombre” che se da un lato “ripristina per un anno il diritto soggettivo delle testate ad accedere al fondo dell’editoria”, dall’altro impone un “improvvido taglio alle radio, ai giornali degli italiani all’estero, alle testate dei consumatori. Il governo quindi ‘non ama la radio” dice Vita che in una nota annuncia “una battaglia di lunga durata” per “chiedere finalmente una vera riforma del settore e una normativa specifica per la radio”.