Roma, 20 apr – “Un giorno o l’altro durante questa primavera, anche se diversi mesi dopo rispetto a quello che aveva previsto il presidente Barack Obama, l’Iran potrebbe dover affrontare le sanzioni delle Nazioni Unite per il suo programma nucleare”. Lo scrive il New York Times, sottolineando che in questo periodo l’inquilino della Casa Bianca “ha fatto molto per preparare il terreno”, dalla firma del trattato con la Russia al miglioramento delle relazioni con la Cina, fino al rafforzamento della sua influenza nel Consiglio di sicurezza. Ma soprattutto è riuscito a isolare economicamente l’Iran: “la Total per la Francia e l’Eni per l’Italia hanno infatti annunciano la loro intenzioni di non stanziare nuovi investimenti”, così come la Deutsche Bank e la Hsbc hanno promesso di ritirarsi dal Paese mediorientale. Diverse compagnie petrolifere, tra cui la Royal Dutch Shell, la Vitol, la Lukoil e la Reliance, hanno dichiarato che non forniranno più benzina all’Iran. “Chiaramente le promesse costano poco”, aggiunge il New York Times, ma sta di fatto che in questo momento “l’Iran è vulnerabile, sia economicamente che politicamente”.
(Fam)