Roma, 27 apr – L’inno d’Italia questa mattina, all’apertura dei lavori dell’assemblea plenaria del Cgie, “non è stato cantato con il solito entusiasmo” ma con “un velo di tristezza”. Questo il commento del deputato del Pd eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta intervenuto nel pomeriggio durante la riunione alla Farnesina. Il deputato ha ripercorso le ultime tappe delle politiche riguardanti gli italiani all’estero portate avanti da governo e maggioranza; politiche che secondo Porta “vengono sistematicamente smantellate”. “Sono fatti evidenti e confermati anche dal sottosegretario”, ha aggiunto Porta che ha invitato i consiglieri del Cgie a riferire tutto “alla vicepresidente della Camera Rosy Bindi in quanto rappresentante delle istituzioni e non di un partito” e “al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano” perché “i 18 parlamentari eletti all’estero non possono essere gli unici responsabili della politica di milioni di italiani nel mondo”. Riguardo all’intervento del sottosegretario Alfredo Mantica, Porta si dice “amareggiato”: “non capisco – ha detto – come continui a non comprendere l’insostituibile funzione dei Comites e del Cgie proprio ora che esistono i 18 eletti all’estero”. Spostare il voto per il rinnovo degli organi di rappresentanza degli italiani all’estero è secondo Porta solo un modo per prendere tempo e far votare direttamente nel 2013 in coincidenza con le elezioni politiche. L’unica nota positiva, secondo il deputato del Pd, è stata la conferenza dei giovani italiani nel mondo” e ora si rischia “di perdere i legame con le nuove generazioni”.
(Cle)