Zurigo, 5 mag – Come emigrato e come membro del Consiglio Generale, Dino Nardi si dice “indignato perché fin dall’inizio del suo mandato il sottosegretario Alfredo Mantica ha messo in discussione l’impianto di rappresentanza degli italiani all’estero per il quale gli emigrati hanno lottato per generazioni. Infatti – spiega Nardi in una lunga lettera-requisitoria – il sottosegretario ha subito dichiarato la sua indisponibilità a doversi ripetere discutendo delle nostre questioni con Comites, Cgie ed i 18 eletti in Parlamento nella Circoscrizione Estero, dimenticando che i Comites ed il Cgie hanno funzioni unicamente consultive per le materie di interesse degli italiani all’estero, mentre i diciotto parlamentari hanno responsabilità legislative alla stessa stregua di qualsiasi altro membro del Parlamento italiano. Sarebbe come se, per esempio, il ministro della Infrastrutture per discutere i bisogni della Toscana si rivolgesse ai parlamentari eletti in questa Regione e non al Presidente della Regione oppure ai Presidenti delle province toscane”.