– Roma, 8 lug – “E’ l’inglese di massa che uccide la Patria”. Così il segretario dell’associazione radicale “Esperanto” Giorgio Pagano scrive a commento della risposta di Maria Latella a un lettore del Corriere della Sera dal titolo “Ma i giovani italiani continuano a non voler imparare l’inglese”. “Lascia piuttosto perplessi, per non dire sconcertati – afferma Pagano – la sua affermazione secondo cui ‘la mancata conoscenza dell’inglese arreca danno alla Patria’. Oggi la Resistenza, meglio la refrattarietà, dei giovani italiani all’inglese – secondo Pagano – è l’ultimo baluardo alla difesa dell’Italia e dell’identità italiana: basta guardare come nei Paesi del Nord Europa, dove il ceppo linguistico comune aiuta, i giovani che studiano all’Università molte materie direttamente in inglese ormai non sappiano più parlare di quelle materie nella loro lingua, con il risultato che essa si dialettizza e muore, e poco o nulla valgono gli sforzi di rianimarla. Dopo 50anni di fallimento dell’insegnamento/apprendimento forzato della lingua inglese – prosegue il segretario dell’associazione Esperanto – è il caso che cominciamo a dirci alcune verità: l’inglese è una lingua difficilissima da padroneggiare, tant’è che i giovani inglesi anche dopo 11 anni di studio fanno moltissimi errori di scrittura; è una lingua imposta dalla potenza americana che sta mettendo a serio repentaglio la sopravvivenza delle altre lingue del mondo e che fa risparmiare agli americani 16 miliardi di dollari l’anno coi quali finanziano 1/3 della loro ricerca pubblica”.