– Roma, 8 lug – Oltre ai dentifrici, negli Stati Uniti sono stati messe sotto accusa per i rischi alla salute le importazioni di giochi per bambini, alimenti per animali domestici a causa della presenza irregolare di melamina tossica che si è ritenuta responsabile della morte di cani e gatti e successivamente anguille, pesce gatto ma anche succhi di frutta con pericolosi additivi. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che un prodotto “made in China” su cinque non risponde ai requisiti di qualità e sicurezza secondo i dati dell’Amministrazione Generale per il Controllo della Qualità, l’organismo statale asiatico addetto al controllo del rispetto delle norme di sicurezza. L’associazione chiede quindi di “applicare le norme contenute nella legge 204 del 2004, ottenuta grazie alla raccolta di un milione di firme da parte della Coldiretti, per rendere obbligatorio l’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti in vendita nei supermercati”. Una richiesta che ribadirà con la manifestazione “Giù le mani dalla qualità italiana” che si terrà mercoledì a Bologna. Nei primi mesi del 2007 – riferisce la Coldiretti – il 19,1 per cento dei prodotti cinesi destinati al mercato interno non rispettavano gli standard di qualità, in particolare a causa della presenza di additivi e contaminazioni batteriche. Si tratta – sostiene la Coldiretti – di una situazione particolarmente preoccupante per l’Italia che ha aumentato del 78 per cento in valore le importazioni di prodotti alimentari dalla Cina anche in assenza di precise indicazioni in etichetta sulla provenienza, nei primi tre mesi del 2007. Le importazioni – precisa la Coldiretti – interessano prodotti da considerare a rischio, secondo le indicazioni statunitensi, come aglio, mele, funghi in scatola ma soprattutto concentrato di pomodoro che rappresenta in valore circa un terzo delle importazioni dal Paese asiatico con arrivi in aumento del 150 per cento. E che su base annua rappresenta oltre il 30 per cento della produzione nazionale.