– Roma, 9 lug – Nella polemica sulla messa in latino ripristinata dal Papa si inserisce anche Tullia Zevi, una delle figure più autorevoli dell’ebraismo italiano. In una intervista richiamata sulla prima pagina dell’Unità, esprime le sue preoccupazioni per il ripristino deciso da Benedetto XVI della preghiera per gli ebrei “da convertire”, contenuta nell’antico messale che in via sperimentale andrà ad affiancare quello attuale. “Sperare nella conversione è legittimo ed è nella natura del cattolicesimo – afferma l’ex presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane -. Ciò che non è accettabile è operare per la conversione. O si converte o si dialoga”, “tutto quello che può servire a dissipare gli equivoci e a eliminare gli errori è importante”, “per questo è importante il dialogo interreligioso, perché nessuno può cedere o ottenere qualcosa senza una costante consultazione reciproca. Il mio timore è che questo bisogno di dialogo venga intorpidendosi”.