– Napoli, 9 lug – “L’azione di polizia ti dà un po’ la sensazione, in parte, di essere quello con il pentolino che toglie l’acqua da una barca sfondata, perché i fenomeni sono alimentati, sono riprodotti da una vita della città e del suo contesto nella quale le occasioni di vita civile, a differenza di quella della camorra, sono assolutamente inadeguate e comunque non sono competitive. Noi assistiamo con umiliazione al fatto che in una famiglia che vive in un quartiere disagiato si può preferire che al figlio venga offerta un’opportunità dalla camorra al nulla che ha altrimenti”. E’ uno dei passaggi dell’intervista che Giuliano Amato ha rilasciato a Riccardo Iacona durante la registrazione del programma “W l’Italia diretta – per la legalità” in onda domani sera su Rai tre. “Avrei bisogno di enti locali più robusti – dice Amato – Ho bisogno di una partecipazione a questo impegno collettivo di quella parte dei nostri ceti abbienti che ha scoperto le grandi virtù della finanza e ha molto meno a cuore le virtù più impegnative delle attività produttive. Avrei bisogno della spirito civico di tutti quelli che hanno una posizione di leader in una città”.