– Roma, 10 lug – “Ci sono anche carte provenienti dai computer di Pio Pompa agli atti dell’archivio ufficiale del Sismi. Quelle trovate finora dalla commissione insediata dal neo-direttore Bruno Branciforte si riferiscono soprattutto ad ‘analisi’ e ‘quadri di situazione’ su teatri di guerra come l’Iraq o l’Afghanistan, o altri lavori effettuati sulle cosiddette «fonti aperte ». Tutto regolare, dunque, come ha sempre dichiarato il generale Nicolò Pollari? Il lavoro non è ancora terminato, e comunque gli interrogativi sui documenti custoditi nell’ufficio di via Nazionale restano, così come quelli sul lavoro svolto dal ‘consulente’ dell’ex direttore”. Lo scrive il Corriere della Sera che – prima che il capo dell’intelligence militare riferisca ad Arturo Parisi l’esito delle sue verifiche che deciderà della sorte di Pompa – prova a dare una sua analisi: “Tra i documenti finiti sotto sequestro ci sono tre fogli dattiloscritti senza data nè intestazione, con sette domande da rivolgere all’ex capo del Sismi, l’ammiraglio Gianfranco Battelli. Oggetto: l’attività del servizio segreto militare sull’affare Mitrokhin. Pompa, dunque, non si occupava soltanto di controllare le mosse di politici, magistrati e giornalisti. Seguiva da vicino i lavori della commissione, tanto da custodire un elenco di questioni che sembra stilato per incalzare il predecessore del suo capo. E quindi per conoscere l’attività di verifica sull’esistenza di una rete di spie che il Kgb avrebbe infiltrato nel nostro Paese. E anche in questo caso avrebbe avvalorato ipotesi che si sono poi rivelate false”. (SEGUE)
