– Roma, 10 lug – “A tal fine – prosegue il Dpef – i ministeri competenti (Affari Esteri e Ministero dell’Economia e delle Finanze) definiranno obiettivi annuali per il triennio 2008-2010, che dovranno tendere – al netto degli arretrati per gli anni precedenti, per i quali dovranno essere individuate le risorse necessarie – al raggiungimento dello 0,33 per cento nel 2008 e dello 0,42 per cento nel 2009 per poter giungere allo 0,51 per cento nel 2010 (circa 7,5 miliardi complessivi). All’interno di tali stanziamenti in ogni caso priorità dovrà essere assegnata all’Africa, per la quale l’Italia si è impegnata al Vertice di Gleneagles per un raddoppio degli aiuti”. Positivo il giudizio espresso da Luca De Fraia, coordinatore del gruppo di lavoro Attori e strumenti, che osserva: “Siamo soddisfatti di verificare che, finalmente, si torna a parlare di cooperazione nei processi di programmazione economica dello Stato italiano: il Dpef affronta in maniera articolata il tema delle risorse per l’aiuto pubblico allo sviluppo. La riforma della legge sulla cooperazione internazionale è un obiettivo perseguibile”. Perplessità, invece, rispetto alle proposte sulle questioni ambientali giungono da Maurizio Gabbiotti di Legambiente che, dice: “nel Dpef ancora non c’è una proposta organica”.
