– Roma, 10 lug – Si infiamma il dibatitto in Senato sulla giustizia. Oggi pomeriggio è stato il turno del leader dell’Udeur e ministro della Giustizia Clemente Mastella, che nel suo intervento di replica nell’aula di palazzo Madama, dove si sta esaminando la riforma dell’ordinamento giudiziario, ha chiesto ai magistrati di rinunciare allo sciopero da loro proclamato: “l’Anm annuncia uno sciopero – ha spiegato Mastella – auspico che sia rimesso per consentire una discussione serena del Parlamento e per porre fine a questo nostro scontro che pone contro due poteri dello Stato”. Il Guardasigilli ha auspicato che lo sciopero “possa essere rimesso per consentire al Senato la necessaria serenità”. L’assemblea di palazzo Madama, subito dopo l’intervento del Guardasigilli, ha bocciato, con 147 voti a favore e 156 contro, la richiesta presentata dal capogruppo della Lega Roberto Castelli di rinviare in commissione il testo della riforma. “Autonomia e indipendenza della magistratura – ha aggiunto Mastella – sono in questo contesto, voglio dirlo con assoluta chiarezza e fermissima convinzione, valori irrinunciabili. Ma l’autonomia non deve essere soffocata dalla tentazione dell’autoreferenzialità, così come è estraneo all’idea stessa della democrazia che un valore così alto e fondamentale possa essere difeso da qualcuno in particolare, laddove la sua assoluta garanzia si trova nella Costituzione repubblicana. Non ci sono – ha sottolineato il Guardasigilli – finti pretoriani che con pensiero postumo e debole possano ergersi ad esclusivi don Chisciotte della legalità”. “Mi auguro – ha concluso Mastella – che la discussione consenta lo scioglimento dei nodi politici che hanno fin qui caratterizzato l’iter parlamentare del provvedimento, al fine di consentirne un sereno esame e giungere alla sua approvazione. Ciò consentirebbe di chiudere definitivamente la stagione della contrapposizione in una materia vitale quale quella della giustizia e di garantire un quadro di riferimento stabile e condiviso per tutti gli operatori della giustizia nel quale programmare e realizzare quei progetti essenziali per garantire al Paese una giurisdizione moderna, celere ed efficace”. (SEGUE)
