– Roma, 10 giu – Il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Franco Ionta, ha chiesto l’archiviazione del procedimento penale relativo all’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, i due giornalisti del Tg3 assassinati a Modagiscio, in Somalia, il 20 marzo del 1994. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla Giustizia, Alberto Maritati, sentito oggi dalla commissione Esteri del Senato, che sta compiendo un ciclo di audizioni per valutare la presenza di nuovi elementi che giustifichino un’altra commissione monocamerale d’inchiesta, dopo quella della Camera della passata legislatura. La richiesta di archiviazione è stata inoltrata dal pm Franco Ionta, titolare del procedimento sul duplice omicidio, lo scorso 12 giugno. Ai senatori che gli chiedevano un giudizio su tale atto, il sottosegretario alla Giustizia, ha spiegato che “non è il suo compito, in questa sede, dare un giudizio”, ma è evidente “che sia stato individuato uno dei 5 esecutori materiali dell’omicidio” e che “restano da individuare i mandanti”. La commissione ha chiesto al sottosegretario notizie sul conflitto di attribuzione fra la procura di Roma e la Camera dei deputati, nato quando il presidente del precedente organo monocamerale d’inchiesta, il forzista Carlo Taormina, ha avocato a sé le analisi sulla Toyota dove avvenne il duplice omicidio, che la commissione guidata dall’ex deputato azzurro riuscì a riportare in Italia. La procura di Roma, titolare del procedimento penale, sollevò il conflitto di attribuzioni con la Camera, anche perché alcune analisi erano irripetibili. Tutt’ora non è stato possibile analizzare il Dna delle tracce di sangue trovate dalla polizia scientifica sulla autovettura, dove si ritiene avvenne l’agguato mortale, e quindi non è certo che il dna appartenga davvero ai due giornalisti assassinati. Questo è uno degli elementi da approfondire, portato avanti da coloro che vorrebbero un’altra commissione d’inchiesta. Il sottosegretario Maritati ha risposto di non avere notizie su questo conflitto di attribuzioni, sul quale riferirà, nel più breve tempo possibile, alla commissione Esteri del Senato.
