– Roma, 10 lug – Tre cigni trovati morti nella parte nord-orientale della Francia sono risultati essere positivi per il virus A H5N1 dell’influenza aviaria. La Francia è così il terzo paese europeo ad aver riportato nelle ultime settimane casi di influenza aviaria ed epidemie in uccelli selvatici. “I recenti casi dimostrano come l’epidemia di influenza aviaria da H5N1 stia propagandosi anche in Europa e rimanga endemica nei paesi orientali come la Cina, l’Indonesia, la Thailandia, la Malaysia ed il Viet Nam”. E’ quanto afferma il dottor Walter Pasini direttore del Travelmed e collaboratore dell’Oms per la medicina del turismo. “Rimangono 12 – spiega – al momento i paesi dove si sono verificati casi in esseri umani di influenza aviaria da H5N1. Il paese che ne ha riportato il maggior numero è l’ Indonesia: 101 con 80 morti. Il Viet Nam ha riportato 95 casi con 42 decessi, la Cina 25 con 16 morti, l’Egitto 37 casi con 15 decessi.. Gli altri casi di influenza aviaria in esseri umani sono stati riportati da Azerbaijan, Cambogia, Gibuti, Iraq, Laos,Nigeria, Thailandia,Turchia, in totale 317 casi, di cui 191 mortali. Non è escluso che i casi reali siano di più di quelli ufficialmente dichiarati, per diagnosi errata o carenze nel sistema di sorveglianza epidemiologica”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Fao e l’ Oie (organizzazione mondiale per la salute animale) stanno lavorando insieme per coordinare le strategie di sorveglianza della malattia negli animali selvatici e nel pollame e per sollecitare i Paesi a dotarsi di piani pandemici tra loro omogenei per fronteggiare un’eventuale pandemia nel caso il virus H5N1 subisse mutazioni tali da renderlo capace di infezione inter-umana.
