-Lussemburgo, 10 lug – L’avvocato generale ha proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee di condannare l’Italia per violazione degli obblighi delle norme comunitarie in merito vicenda di affidamento diretto alla ditta “Agusta” degli appalti per l’acquisto di elicotteri destinati a sopperire alle necessità di vari corpi militari e civili, al di fuori di qualsiasi procedura di messa in concorrenza. La Commissione riteneva che l’Italia fosse “venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza delle direttive che coordinano le procedure di aggiudicazione degli appalti”. Secondo il governo italiano “la questione è se l’Italia potesse legittimamente derogare alla normativa comunitaria sugli appalti pubblici di forniture”. Il governo italiano infatti “sostiene che fino alla fine degli anni novanta i suoi rapporti con la ditta Agusta si qualificavano come rapporti ‘in-house’”. L’avvocato generale, a conclusione del procedimento, ha proposto oggi alla Corte di: “dichiarare che, avendo il governo italiano, e in particolare i Ministeri dell’Interno, della Difesa, dell’Economia e delle Finanze, delle Politiche agricole e forestali, delle Infrastrutture e dei Trasporti, e il dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, posto in essere una prassi, esistente da lungo tempo e tuttora seguita, di affidamento diretto degli appalti per l’acquisto di elicotteri di fabbricazione “Agusta” e “Agusta Bell”, per sopperire alle necessità dei Corpi dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri, del Corpo forestale dello Stato, della Guardia costiera, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, nonché del dipartimento della Protezione civile, al di fuori di qualsiasi procedura di messa in concorrenza, e, segnatamente, senza rispettare le procedure previste dalla direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/36/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture, e, prima ancora, dalle direttive del Consiglio 77/62/CEE, 80/767/CEE e 88/295/CEE, la Repubblica italiana ha violato gli obblighi ad essa incombenti in forza delle suddette direttive; condannare la Repubblica italiana alle spese”.
