– Bologna, 10 lug – “Uomini che usano violenza contro le donne nelle relazioni di intimità: strategie di intervento a confronto” è il tema del convegno che si terrà a Bologna domani, 11 luglio. Dopo i saluti del sindaco Sergio Cofferati sarà presentato e discusso il progetto Daphne “Muvi – Sviluppare strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità” (Developing strategies to work with men who use violence in intimate relationships). Introdurrà Maria Virgilio, assessora Scuola, Formazione e Politiche delle Differenze, Comune di Bologna. Il Comune di Bologna, in collaborazione con la Casa delle donne per non subire violenza, ha partecipato al Programma Daphne 2006 della Commissione Europea con questo progetto che affronta il problema della violenza contro le donne nelle relazioni di intimità, ponendo al centro dell’attenzione gli aggressori, i comportamenti violenti maschili. La questione che il progetto intende affrontare, in altre parole, è il “Che fare?” con gli uomini che usano violenza contro la propria partner ed ex partner, nel momento in cui si riconosce la gravità e la delicatezza del problema della violenza alle donne nelle relazioni di intimità. Tanti gli interventi prima delle conclusioni dei lavori affidate a Letizia Bianchi, Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli studi di Bologna, Responsabile della supervisione scientifica del progetto. Il progetto Daphne, di due anni, è diretto a sensibilizzare la cittadinanza, e chi opera nel sociale, sul problema dei comportamenti violenti maschili contro le donne nelle relazioni di intimità, nella direzione di un’assunzione di responsabilità da parte degli uomini; a esplorare le questioni che si aprono in relazione al che fare con coloro che questa violenza la usano; a verificare l’opportunità di introdurre anche nel nostro paese programmi terapeutici e/o rieducativi per uomini che usano violenza, e se sì a che condizioni. Esso prevede attività di ricerca e di formazione. Vi partecipano in qualità di partner europei la Spagna (Barcellona) e la Grecia (Atene), che come l’Italia hanno ancora poco sviluppato questo ambito di intervento; vi partecipa la Norvegia (Oslo). In Italia, secondo i risultati della prima indagine nazionale sulla violenza alle donne, condotta dall’Istat nel 2006, il 14% delle donne – 2 milioni 938.000 – ha subito almeno un atto di violenza fisica o sessuale da partner o ex partner nell’arco della vita; nel 67% dei casi si tratta di violenze che si sono ripetute. Nel 2005, 1271 donne sono state accolte e/o ospitate dai Centri antiviolenza a livello regionale; la Casa delle donne di Bologna, da sola, ne ha accolte 350. Una strategia nuova per il contesto italiano, ma diffusa in diversi paesi europei e americani, consiste nell’aprire e sviluppare programmi terapeutici e/o rieducativi per uomini che usano violenza. Questi funzionano a volte come alternative alla carcerizzazione, altre volte si attivano direttamente su richiesta di aiuto dell’aggressore, che si rende conto di avere un problema.
