– Bologna, 11 lug – Il risultato – denuncia la Coldiretti – è stato che, in controtendenza con l’andamento generale, nei primi quattro mesi dell’anno, è aumentato il deficit commerciale nell’agroalimentare (- 5,1 per cento). Nel primo trimestre – precisa l’associazione del mondo agricolo – sono aumentate del 150 per cento le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina dopo il tentativo del ministro di cancellare l’obbligo dell’etichetta di origine, del 30 per cento gli arrivi di olio di oliva da mischiare con quello nazionale, del 10,4 per cento quelli di frutta destinata ad essere spacciata come Made in Italy perchè sono praticamente scomparsi i controlli. Secondo una indagine della Coldiretti solo un frutto su quattro nei banchi di vendita rispetta le norme sull’etichettatura di provenienza, nell’indifferenza generale. La presenza di contaminazioni da Ogm in vino, olio e conserva di pomodoro – sostiene la Coldiretti – danneggerebbe l’immagine complessiva del Made in Italy alimentare e causerebbe danni economici irrimediabili. Oltre la metà degli stranieri (55 per cento) eviterebbe gli alimenti interessati e addirittura il 15 per cento rifiuterebbe tutti i cibi nazionali causando un danno stimato pari a 5,4 miliardi di euro per il solo calo delle esportazioni, secondo una stima della Coldiretti elaborata sulla base dei risultati della ricerca Inran sull’impatto degli Ogm sui consumatori esteri di alimenti Made in Italy. L’associazione denuncia che la mancanza di trasparenza sull’origine degli alimenti in etichetta e i tentativi di omologazione con gli Ogm sono un terreno fertile alla clonazione e falsificazione del Made in Italy nel mondo. All’estero – sottolinea la Coldiretti – è falso un prodotto alimentare italiano su quattro con le esportazioni di prodotti alimentari dall’Italia che raggiungono il valore di 16,7 miliardi di euro e rappresentano appena un terzo del mercato mondiale delle imitazioni di prodotti alimentari Made in Italy che vale oltre 50 miliardi di euro.