– Londra, 11 lug – La settima posizione è occupata da Sarah Primmer, un’ex cameriera del Rendezvous Café di Plymouth, alla quale è stato riconosciuto un compenso di 17.618 sterline per licenziamento senza giusta causa e molestie sessuali. La donna, 41 anni, ha infatti denunciato uno dei gestori del locale perché questi aveva più volte fatto battute sconvenienti sui suoi riccioli rossi anche in presenza degli altri impiegati “chiedendo – racconta la Primmer – se il colore dei miei capelli si intonasse anche col resto del corpo…”. Al sesto posto il Times piazza la vicenda di David Portman, che denunciò le Poste per licenziamento ingiusto. L’uomo fu infatti cacciato dopo una settimana di assenza dal lavoro, motivata con il lutto per la morte della sua migliore amica, una cagnetta di nome Brandy. In cinque anni, l’uomo aveva comunque totalizzato 137 giorni d’assenza per i motivi più svariati: dalla frattura di un piede mentre cercava di inserire delle lettere in una cassetta, alla distorsione di una caviglia “mentre stava in piedi su un pezzo di legno”, a un più banale incidente stradale. Il tribunale ha dato ragione a Portman, sostenendo che “nessuna delle sue assenze può essere ricondotta a ragioni che non siano legittime e del tutto genuine”. Entra invece di diritto nella “top five” Wayne Simpson, rappresentante di un’azienda elettrica che dopo essere riuscito a ottenere il numero di telefono di una cliente le spedì a casa una sua foto mentre, completamente nudo e sdraiato all’interno di una vasca da bagno piena di schiuma, si gode un bicchiere di whisky. La foto era accompagnata dalla scritta: “Ti va di andare a bere una cosa qualche volta?”. Ovviamente alla donna non andava, dal momento che lo denunciò sia alla polizia che all’azienda, e Simpson perse il posto. L’uomo ha poi accusato i datori di lavoro di non avere senso dell’umorismo: “Nella foto non si vedevano nemmeno le mie parti intime…” (SEGUE)