– Roma, 11 lug – In merito al documento della Congregazione per la Dottrina della Fede che definisce la Chiesa di Roma come l’unica veramente cattolica e depositaria della fede e della verità, il Manifesto raccoglie l’opinione di due esponenti della teologia della Liberazione, Leonardo Boff e frei Betto. “Cone al solito finisce che sono io il caprio espiatorio” commenta ironicamente Boff, citato del documento della Congregazione tra i teologi che si ostinano a dare interpretazioni “infondate”, “erronee” e “fuorvianti”. Boff parla di “atteggiamento anacronistico” e sostiene che “la chiesa popolare di liberazione andrà avanti per la sua strada”. Anche frei Betto, dallo stato di Rio de Janeiro, sostiene che le decisioni del Vaticano (oltre al documento vaticano di ieri, cita anche il ripristino della messa in latino, che definisce “gravi passi indietro”) “non avranno ripercussioni in Brasile” dove ci sono dei “vescovi conservatori ma non così”.