– Firenze, 12 lug – Nel secondo caso il sig. Bianchi lavora nella stessa ditta e andrà in pensione nel 2034 all’età di 64 anni e con 40 anni di contributi versati. Se deciderà di aderire a Previmoda, al pensionamento avrà la possibilità di scegliere se ottenere una rendita mensile dal fondo (in quanto il 70% del capitale versato trasformato in rendita raggiunge il limite previsto per avere diritto a una rendita mensile), oppure optare per ottenere la liquidazione del 50% del capitale versato ed il restante 50% erogato sotto forma di pensione. Se optasse per la prima scelta, il rapporto fra l’ultima busta paga e la pensione Inps + quella del fondo consentirebbe di avere un rapporto pari all’82,49%, mentre nella seconda ipotesi il rapporto sarebbe del 74.05%. Altra differenza da evidenziare è quella che risulta fra l’adesione al comparto bilanciato, la quale frutterebbe un capitale pari a 90.620,56 euro netti e l’adesione al comparto garantito, la quale frutterebbe un capitale pari a 55.803,46 euro (-34.817,10). In entrambi i casi è sempre più vantaggiosa l’adesione al fondo. “Questo programma – osserva il segretario organizzativo della Cisl toscana Roberto Macrì – è utile per chi ha deciso di aderire ai Fondi, per verificare la propria situazione e sapere quale pensione attendersi. Ma servirà anche per far verificare in concreto che conviene aderire ai Fondi a chi ancora non l’ha fatto: quindi quei lavoratori che hanno scelto di lasciare il proprio Tfr in azienda, e sono tanti anche in Toscana, soprattutto nelle piccole imprese, diffidenti di fronte alla novità; e poi ci sono i neoassunti, che avranno sei mesi di tempo dalla data di assunzione per fare questa scelta. Soprattutto per loro, per i più giovani, la previdenza complementare è importante, per avere una rendita in grado di integrare una pensione pubblica che sarà inferiore rispetto al passato”.