– Roma, 13 lug – Di particolare spicco gli artisti della compagnia. Nei panni del monarca assiro Nabucodonosor II, che nel 586 avanti Cristo guida l’assedio a Gerusalemme culminato nella distruzione del Tempio di Salomone, si alternano i baritoni Carlo Guelfi (assai apprezzato nei titoli verdiani e in quelli veristi) e Giovanni Meoni. La parte di Ismaele, nipote del re di Gerusalemme, è affidata ai tenori Claudio Di Segni e Nazareno Antinori. I bassi Samuel Ramey e Michail Ryssov interpretano Zaccaria, il Gran Pontefice degli ebrei. I soprani Andrea Gruber e Natalia Tarasevich danno voce ad Abigaille, la schiava creduta figlia primogenita di Nabucco, divorata dalla duplice passione per il potere e per il giovane Ismaele. Il ruolo di Fenena, sua rivale in amore e vera figlia del re di Babilonia, è affidata ai mezzosoprani Federica Bragaglia e Tiziana Carraro. Infine, il basso Armando Caforio è il Gran Sacerdote di Belo, il tenore Angelo Casertano è Abdallo, un vecchio ufficiale di Nabucco, mentre il soprano Elena Borin è Anna, sorella di Zaccaria.