– Roma, 13 lug – Era il 13 luglio di 25 anni fa quando Rich Skrenta concepì il primo virus informatico della storia. Era il 1982 e il giovane Skrenta, inconsapevole, si aggiudicò due primati in un colpo solo. Non solo con la paternità del primo virus della storia, ma anche come padre del primo – e forse unico – virus per la Apple. Il ragazzo aveva ricevuto nel Natale dell’anno prima un Apple II e, da allora, aveva iniziato a progettare scherzetti per i suoi amici. Il primo passo fu creare dei messaggi, abbinati alle copie pirata dei videogiochi, che annunciavano la distruzione, in capo a pochi secondi, del sistema operativo del computer. Skrenta, dopo qualche tempo, decise però che era il momento di creare qualcosa di più evoluto: un virus che fosse in grado di passare dal floppy al sistema operativo e di infettare di volta in volta gli altri computer. Uno scherzo che nell’immediato sembrò semplicemente di cattivo gusto agli occhi dei suoi amici ma che, nel lungo periodo, avrebbe avuto effetti devastanti per la società informatica. Da allora i virus informatici sono cresciuti a dismisura al punto da dimostrare molto più dei loro 25 anni. Come dire: avere un’età e portarsela male. Anche se, di fronte ai virus più evoluti, a passarsela male sono solo sistemi operativi.