Roma, 25 lug – “Ancora una volta, gli italiani all’estero. Sono stati loro all’origine dei grossi ritardi nella procedura, in Cassazione, per i verbali relativi la consegna delle 820 mila e passa firme raccolte dal comitato promotore dei tre quesiti referendari sulla legge elettorale”. E’ quanto scrive la Voce d’Italia, quotidiano pubblicato in Venezuela e rivolto alla comunità italiana del Sud America. “Lo stallo – spiega l’articolo – si è avuto sullo scatolone contenente le 327 firme raccolte dai consolati italiani, sparsi nel mondo, di italiani residenti all’estero. Il problema – spiega il quotidiano – è dovuto al fatto che lo scatolone, il numero 204, era corredato da una scatola denominata 204 bis, contenente i relativi certificati elettorali. E’ stato problematico inserire nel verbale di recepimento dei plichi contenenti le firme, lo scatolone 204 bis, dal momento che non si poteva alterare il numero totale degli scatoloni pari a 208 colli. Alla fine la dicitura 204 bis è stata accettata dalla dirigente della I divisione, addetta al controllo formale dei plichi consegnati. ‘E’ la prima volta che gli italiani all’ estero possono esprimere il loro sostegno a dei quesiti referendari – ha spiegato Antonio Funiciello, responsabile nazionale organizzativo del comitato promotore – e la Farnesina ci ha dato un grande aiuto inoltrando a tutti i consolati i fogli da sottoscrivere che in precedenza avevamo fatto vidimare al Comune di Roma. Queste 327 firme hanno creato non poco trambusto, confermando – come è già avvenuto nelle ultime elezioni politiche – che le volontà ‘politiche’ espresse dagli italiani all’estero finiscono per tenere tutti col fiato sospeso’”.