Roma, 1 ago – Marco Fedì è il primo firmatario della interrogazione a risposta scritta presentata al ministero dell’Economia e delle Finanze per chiedere delucidazioni sulla compilazione del modello 730 da parte di cittadini italiani che siano dipendenti pubblici e risiedano all’estero. Nell’interrogazione, co-firmata dai deputati Gino Bucchino, Gianni Farina, Franco Narducci e Mariza Bafile si afferma che “negli anni scorsi i dipendenti del ministero degli Affari esteri impiegati all’estero – che, per contratto, non possono avere altro reddito -, hanno potuto utilizzare, ai fini della presentazione della dichiarazione dei redditi ed a seguito di precise istruzioni impartite dal Ministero stesso, il modello 730 anziché l’‘Unico’, proprio in forza di detto rapporto di lavoro”, mente “per la dichiarazione 2006 tale possibilità è risultata preclusa ai dipendenti del ministero degli Affari esteri assunti in loco”. Considerato che “sia la Guida del contribuente che le istruzioni per la compilazione del 730 e del modello ‘Unico’ lasciano ampi spazi ad interpretazioni contrastanti rispetto alla modulistica da utilizzare” e tenendo presente come “i cittadini italiani residenti all’estero che producono un reddito soggetto ad imposizione fiscale in Italia, sulla base della normativa nazionale o in base a convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni fiscali, debbono godere degli stessi doveri e degli stessi diritti e quindi poter accedere a procedure semplificate e ad operazioni di conguaglio in sede di versamenti Irpef da parte del sostituto d’imposta”, nell’interrogazione si chiede al ministero dell’Economia “se si intenda consentire, in una logica di piena equiparazione di diritti e doveri, per coloro i quali lavorano alle dipendenze di una amministrazione pubblica italiana che agisca anche da sostituto di imposta, la possibilità di compilare il modello 730 per la dichiarazione dei redditi”.