Roma, 14 ago – Ammonta a 5,4 miliardi di euro l’evasione complessiva accertata in Italia dall’Agenzia delle entrate nei primi sette mesi dell’anno. Il dato fa segnare un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2006, del 58%. In una nota l’Agenzia delle entrate fa sapere che questo quadro emerge dall’analisi dell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di evasione. Insieme con l’evasione complessiva, è stata accertata anche la crescita degli incassi che, nel periodo gennaio-luglio 2007, sono ammontati a 1,1 miliardi, contro i 936 milioni del 2006 (+17,7%). Registrato anche l’aumento dei versamenti diretti, passati da 612 a 722 milioni, e dei ruoli: da 324 a 380 milioni. Nella nota viene anche precisato che quelli ottenuti sono “risultati di rilievo ai quali ha contribuito anche il significativo accertamento condotto nei confronti degli azionisti della Bell – la finanziaria lussemburghese utilizzata nel ‘99 per la scalata a Telecom da parte di Roberto Colanninno ed Emilio Gnutti, usata poi anche per l’operazione di cessione, con una maxi plusvalenza, della quota di controllo nel 2001 a Marco Tronchetti Provera – e che sono comunque il frutto del forte impegno dell’Amministrazione nell’attività di Controllo”. L’Agenzia delle entrate rende noto che un particolare incremento viene registrato nel numero degli accertamenti relativi alle imposte dirette, Irap e Iva: nei primi sette mesi del 2007 sono stati 259.981, mentre il dato per lo stesso periodo nel 2006 era di 180.338 (+44%). Aumentano anche le verifiche, che salgono da 6.233 a 7.859 (+27%). Sono, invece, in calo gli accessi per il controllo degli obblighi fiscali, passati da 85.189 a 80.455 (-6%). Nel giorno in cui l’Agenzia delle entrate rende noti i dati sull’evasione complessiva nei primi sette mesi del 2007 in Italia, viene anche reso noto un dato di carattere locale, ma significativo. Nel sud della Sardegna (province di Cagliari, Carbonia-Iglesias e Medio Campidano) un esercente su cinque non emette lo scontrino, mentre la media nazionale è di uno su due. Si tratta del risultato dei controlli effettuati negli ultimi sette mesi dalla Guardia di Finanza di Cagliari, che ha la giurisdizione sulle già citate tre province.