Roma, 16 ago – Il suo nome è identico a quello del celebre dottore vulcaniano di Star Trek dalle orecchie ultrasensibili. E in effetti sembra che al nuovo motore di ricerca www.spock.com servano veramente organi di ricezione ipersviluppati, visto l’ambizioso progetto che ne è all’origine: recensire ognuno dei sei miliardi di esseri umani che popolano il pianeta. “Siamo un motore di ricerca che organizza le informazioni a proposito degli individui – spiega al sito Futura-Sciences Jay Bhatti, cofondatore di Spock – Così come Google vi permette di digitare qualsiasi parola per poi darvi una lista di risultati, allo stesso modo noi vi diamo dei risultati circa le persone. E’ il nostro modo di differenziarci dagli altri servizi di ricerca, poiché noi siamo focalizzati unicamente sulle persone”. Idea ambiziosa, ma anche inquietante: in fin dei conti qualcuno potrebbe vedere nel progetto nient’altro che una gigantesca “schedatura” globale. Proprio per questo, il sito adotta la metodologia “wiki”. Un wiki è un sito web che permette a ciascuno dei suoi utenti di aggiungere contenuti o di modificare quelli esistenti inseriti da altri. E’ così che ogni internauta può intervenire in Spock per modificare le informazioni false o per chiedere di essere escluso dai dati del sito.
Ad ogni modo, per ora il motore di ricerca sembra in forte ascesa: quasi 100 milioni di persone catalogate, e quasi un milione in più ogni giorno, mentre siti concorrenti come Winc.com o Zoominfo.com contano “solo” 200 000 e 37 000 voci. Di accesso gratuito e finanziato solo tramite pubblicità, Spock, la cui sede si trova a Menlo Park (California), nasce nel 2006 da un’idea di una trentina di programmatori americani e indiani. Il nome, in verità, è un acronimo per “single point of contact (by) keyword” e non sembra derivare direttamente dal personaggio di Star Trek, anche se pare che gli ideatori abbiano giocato con l’omonimia, sfruttando la popolarità del celebre dottore interpretato da Leonard Nimoy. L’idea nasce da una semplice constatazione: il 30% di tutte le ricerche effettuate su Internet sono relative a persone. Gli interrogativi circa una simile iniziativa, tuttavia, non mancano, e Futura-Sciences non può evitare di chiedersi se un archivio del genere, con milioni di persone catalogate per professione e preferenze, non finisca soprattutto per fare la felicità dei fastidiosi produttori di spam.