Roma, 22 ago – L’unica certezza di tutto il “polverone” sollevato ieri dal nuovo non ben definito soggetto politico “Pdl”, ovvero Partito delle libertà, è che a sbattere il tappeto ci ha pensato Silvio Berlusconi. L’altra è che un partito nuovo c’è, è stato registrato presso l’Ufficio per l’Armonizzazione nel Mercato Interno della Ue dalla signora Michela Vittoria Brambilla, è la somma dei 5000 Circoli delle libertà e alle elezioni comunali di Courmayeur diventerà la lista unica con cui concorrerà il centro-destra. Dopo la confusione di ieri, tra notai in attesa, simboli depositati all’Ufficio dei marchi e mandati tardivi, oggi si digerisce la “Cosa” e se ne intravede la portata politica. Da Porto Rotondo il Cavaliere ieri, in tarda serata, ha dichiarato: “Michela Vittoria Brambilla resta presidente dei circoli e mi sembra già abbastanza. Questo perché credo che se domani si dovesse realizzare il sogno di un partito unico dei moderati, sarà con regole democratiche e verranno eletti con sistemi di assoluta democraticità”. Un “sogno” per il leader azzurro “che per ora è nel cassetto di tutte le forze liberali e che dovrà avere un nome che possa ricomprenderle tutte”. Insomma, qualcuno doveva pur assicurarsi il copyright del “sogno” e Berlusconi non ha fatto altro che darne il mandato alla rossa imprenditrice, così che “il grande partito dei moderati” – che il Cavaliere vorrebbe diventasse “l’espressione italiana del Partito popolare europeo” – “abbia la possibilità di questa denominazione che è il seguito del nome Casa delle libertà” ha aggiunto il leader azzurro. Qualsiasi cosa sia o diventerà, il Pdl ha già mobilitato i sondaggisti che si avvicendano a calcolarne l’eventuale “peso” elettorale. Per quanto, per adesso, pesare il nuovo soggetto politico appaia prematuro, come voler calcolare il peso di un nascituro per mezzo dell’ecografia, per alcuni dei più noti addetti ai sondaggi “un futuro partito unico del centrodestra si attesterebbe intorno al 40% e varierebbe a seconda dell’adesione dell’Udc o meno”. Inoltre, stando ai risultati dei sondaggi riportati sul sito “Affari italiani.it”, la Lega, procedendo da sola “non prenderebbe che l’8-9%”. Roberto Weber, presidente dell’Swg, ha spiegato: “E’ una partita complicata. Correndo da sola la Lega otterrebbe un ottimo risultato, considerando che già adesso è messa bene. Quanto al Partito della Libertà in queste condizioni e incluso l’Udc resterebbe sotto il 40%”. E in effetti il Carroccio non ha nessuna intenzione di convergere nel partito unico del centro-destra. La Lega resta “contraria e non entrerà mai in un partito unico del centrodestra”, ha tuonato l’esponente della Lega Nord, Roberto Cota e Roberto Maroni ha rincarato la dose: “Non siamo mai stati favorevoli a un partito unico, serve un chiarimento con Forza Italia”. Nicola Piepoli, direttore dell’Istituto Piepoli, ha sottolineato che “con Forza Italia e Alleanza Nazionale, la nuova formazione unitaria potrebbe arrivare al 40%. Sarebbe il primo partito italiano e batterebbe di gran lunga il Partito Democratico, 40 a 30%”. Insomma il Pdl, nella veste di partito unico del centrodestra, avrebbe la meglio sull’antagonista Pd. “Il Pd è nato per sottrazione, e la somma risultante è inferiore a quella delle singole componenti – ha dichiarato Alessandro Amadori, presidente di Demoskopea – se l’ipotesi Pdl fosse di tipo federativo, una sorta di Ulivo di destra, potrebbe prendere una percentuale almeno pari alla somma dei vari partiti, intorno al 43-44%, esclusa la Lega”. L’ipotesi federativa trova d’accordo il capogruppo di An, Ignazio La Russa che ai microfoni di Radio 24 ha dichiarato: “L’operazione della mia amica Vittoria Michela Brambilla può essere utile o può far confusione: se i Circoli aiuteranno il processo federativo della Cdl, allora sarà uno strumento prezioso. Se precostituisse un fatto compiuto alternativo ai partiti creerebbe tensioni”. Per La Russa la nascita del Partito della Libertà “dipenderà dalla legge elettorale”. E Altero Matteoli, capogruppo al Senato di An, gli fa eco: “Se forza Italia vuole annettere tutti gli altri partiti del centrodestra, allora non siamo interessati”. Dal quartier generale degli azzurri Francesco Giro fa sapere: “Quanto al progetto del nuovo Partito delle libertà, credo che in autunno qualcosa accadrà, ma non nel segno della rottura, che non appartiene al nostro stile”. Giro – tra l’altro – si spinge oltre, pensando all’autunno, quando “Berlusconi queste cose le dirà e le preciserà, e credo che lo farà a Roma, il 9 novembre, quando con una grande manifestazione celebreremo la caduta del muro di Berlino”. Del resto Paolo Guzzanti ci tiene a precisare che “il Pdl è una idea buona per il futuro. Per adesso è un’idea, non alternativa a nessun partito, per chi ci vuole stare” e Gianfranco Rotondi, della Democrazia Cristiana per l’Autonomia sottolinea: “che la Brambilla faccia le sue liste è utile, porta voti, aggiunge carisma”. Il giorno dopo la nascita, di sicuro mediatica, del Partito delle Libertà, le acque non si sono calmate. Ma ormai che il consigliere comunale a Spoleto di Forza Italia, Maurizio Hanke, abbia registrato – anche lui – alla fine del luglio scorso un marchio del Partito della libertà presso un notaio della sua città non spaventa più nessuno.