Roma, 24 ago – Ecco finalmente il calcio vero. Per mesi si è tentato improbabilmente di scovarlo dietro le partite agostane, quando il gioco delle parti vuole che ogni gara “non sia una semplice amichevole”. Piacevoli illusioni d’estate. Da domani, però, i tifosi non avranno più bisogno di illudersi: la Serie A è tornata. Si inizia con Lazio-Torino, in programma alle 18, mentre in serata si avrà il ritorno della Vecchia Signora nella massima serie con Juventus-Livorno. Domenica alle 15 scenderà in campo il grosso delle rimanenti squadre, impegnati nelle seguenti sfide: Fiorentina–Empoli, Genoa–Milan, Inter–Udinese, Napoli–Cagliari, Parma–Catania, Reggina–Atalanta, Siena–Sampdoria. Il primo turno si chiude poi domenica sera alle 20:30 con il match Palermo–Roma. La grande attesa della stagione riguarda ovviamente il ritorno delle tre “nobili decadute” del nostro calcio, ovvero Juve, Napoli e Genoa. È già stato fatto notare come la loro presenza in Serie A rispetto allo scorso anno determini una crescita del numero dei tifosi pari al 55%: saranno infatti 23.364.000 i tifosi che seguiranno il campionato, contro i 15.035.000 dell’ultima stagione. La crescita del giro d’affari è valutata intorno al 23%. Juventus e Genoa, inoltre, permetteranno al campionato di ritrovare anche i suoi quattro derby: Genova, Torino, Milano e Roma. Era dalla stagione 1994-95 che non succedeva. Ma, in qualche modo, il carattere “straordinario” della stagione alle porte, rispetto a quelle degli ultimi anni, risiede proprio nella sua “normalità”. Era da anni, infatti, che il campionato non iniziava in un’atmosfera di relativa tranquillità, senza scandali e tracolli economici all’orizzonte a minare serenità e credibilità di un intero sistema sportivo. Lo stesso presidente della Federcalcio Giancarlo Abete si è espresso oggi esattamente in questo senso: “L’augurio per la prossima stagione – ha detto – è lo stesso che facemmo il 31 luglio durante la compilazione dei calendari: che questo sia un campionato normale, non perché riteniamo che quelli di prima non lo fossero, ma perché tutte le componenti adesso si stanno adoperando per muoversi in armonia”. Peccato che il classico fulmine a ciel sereno abbia contribuito in parte a rabbuiare il paesaggio idilliaco: la decisione del prefetto Giuseppe Romano di vietare la trasferta di Genova ai tifosi milanisti per evitare scontri tra tifoserie nemiche dai tempi dell’uccisione di Vincenzo Spagnolo nel 1995, ha già riportato l’attenzione dei media sul fenomeno del tifo violento. Ma, a parte questa che si spera essere un’eccezione, il campionato si apre all’insegna di altre, ben più leggere incognite, ovvero: l’Inter dei record saprà ripetersi in un contesto che la vede partire alla pari con Juve e Milan? E i bianconeri, reduci da quello che Ranieri ha definito uno “tsunami”, sapranno tornare subito protagonisti? Ma molte aspettative circondano anche il Milan, rinvigorito dalla doppia iniezione brasiliana Emerson-Pato, e una Roma molto attiva sul mercato con gli arrivi di Giuly, Juan e Cicinho. Sul fronte goleador, invece, ci si chiede chi possa insidiare il titolo di capocannoniere conquistato nella scorsa stagione da Totti, dopo che bomber di razza come Toni e Lucarelli hanno fatto le valigie. Tra gli antagonisti sicuri del capitano giallorosso sono in pole position attaccanti come un Suazo già apparso in grande forma nel precampionato nerazzurro, il solito Trezeguet o Pazzini, l’erede di Toni in viola. Insomma, tanti interrogativi, tante speranze e tante aspettative. Come ogni anno. Bentornati in Serie A.