Catania, 24 ago – Studiare il sistema immunitario a partire dalla matematica e dagli strumenti informatici. E’ la sfida dell’immunomica, disciplina innovativa che combina insieme le conoscenze e le applicazioni di materie come immunologia, immunoinformatica, genomica, proteomica, bioinformatica, intelligenza artificiale, chimica e fisica, tossicologia, biologia molecolare e cellulare. Obiettivo: accelerare la scoperta di nuovi vaccini a difesa dell’organismo umano, analogamente a quanto fa la genomica con lo studio del Dna. Già radicata nella cultura d’oltreoceano, l’immunomica si appresta ora a fare il suo esordio nel Vecchio continente, sotto l’egida dell’Università di Catania, che, da lunedì prossimo, vedrà ufficialmente aprirsi i battenti della prima Summer School europea dedicata proprio alla nuova disciplina e alle sue possibili integrazioni con la ricerca di tipo tradizionale. Punto di partenza dell’immunomica è che la costruzione di un vaccino è un procedimento complesso che necessita di anni di ricerca di laboratorio e di sperimentazione pre-clinica e clinica. I modelli virtuali ricavati dalle applicazioni dell’immunomica hanno pertanto il vantaggio di riuscire a indagare in pochi secondi al computer risposte immunitarie contro tumori, infezioni virali e batteriche, che nei sistemi biologici reali richiedono settimane o mesi, con riscontri davvero sorprendenti. Questo nuovo tipo di approccio necessita ovviamente, in molti casi, di strumenti di calcolo molto potenti: HPC (Hight performance computing) o GridComputing. E proprio l’Ateneo catanese è partner del progetto europeo “ImmunoGrid” il cui obiettivo è quello di costruire un prototipo di simulatore del sistema immunitario dell’uomo aggregando ed integrando strumenti di simulazione diversi, sfruttando la rapidità e la potenza di calcolo offerta dal “nodo Grid” installato nell’Università etnea con il progetto PI2S2 del consorzio Cometa. “Tra gli strumenti messi a disposizione di questo progetto – spiega Santo Motta, docente del Dipartimento di Matematica e Informatica dell’Università di Catania e direttore della Summer School, insieme a Vladimir Brusic della University of Queensland – quelli che modellano la dinamica del sistema immunitario sono di origine catanese. Il ‘Catania mouse model’, ad esempio, è un modello che riproduce gli effetti di un vaccino immunopreventivo per il tumore della mammella che è stato ingegnerizzato da un’equipe dell’Università di Bologna guidata dal professor Pier Luigi Lollini, docente al Dipartimento di Patologia Sperimentale, e sperimentato sui topi. Utilizzando questo modello, si è accertato che è possibile ridurre il numero di vaccinazioni senza diminuire l’efficacia del vaccino stesso. La previsione del modello è ora sotto validazione sperimentale da parte del gruppo bolognese”. “L’altro simulatore utilizzato dal progetto è denominato ‘C-ImmSimm’ – spiega ancora il docente –, riguardante il modello di sviluppo dell’Hiv e della terapia Haart, ed è stato sviluppato dal ricercatore catanese Filippo Castiglione, che attualmente opera all’ Istituto per le applicazioni del Calcolo del Cnr di Roma”.