Roma, 27 ago – “Nessun uomo ha diritto di sopprimere un’altra vita. Nessuno uomo ha il diritto di sostituirsi a Dio. Per nessuna motivazione. Eppure innocenti continuano a morire. E’ così che sono morte due bambine, a Milano. Uccise nelle conseguenze di un aborto selettivo”. E’ dura la condanna dell’Osservatore romano nei confronti della pratica dell’aborto selettivo, salita alle cronache per il caso che all’ospedale San Paolo di Milano ha portato per errore alla morte del feto sano, al posto di quello malato in una donna di 38 anni incinta di due gemelle. “Non avete il diritto”, sottolinea il quotidiano della Santa Sede parlando di “una scelta radicale” che ha “portato a ripetere l’aborto per la sorellina rimasta in vita. Un mare di dolore, di sofferenza, frutto di valutazioni spesso fatte senza aiuti effettivi, senza il necessario approfondimento. Genitori spesso lasciati soli – osserva il quotidiano vaticano – in momenti particolarmente difficili. E’ l’eugenetica che impone le sue leggi. E’ la cultura della perfezione – scrive l’Osservatore romano – che impone di escludere tutto ciò che non appare bello, splendente, positivo, accattivante. E quello che si apre è il vuoto, il deserto di una vita priva di contenuti anche se confezionata a perfezione”. Il quotidiano vaticano attacca poi i medici che si sono difesi definendo l’accaduto “una fatalità impossibile da prevedere”. Secondo l’Osservatore romano l’aborto selettivo “è una scelta illegittima, anche se autorizzata dalla legge, come in Italia”. “Il timore – scrive l’Osservatore romano – è che una politica troppo presa da sciocchezze varie finisca per definire sciocchezze, come è suo costume talvolta, quelle che sono, o che possono tramutarsi, in disperanti tragedie”. Sul caso, la procura di Milano ha aperto un fascicolo per “atti relativi a notizie non costituenti reato”. La procura ha chiesto all’ospedale di inviare tutta la documentazione relativa all’intervento. Il fatto accaduto a giugno ma reso pubblico solo qualche giorno fa è stato commentato dal ministro della Salute Livia Turco che, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, ha difeso la Legge 194, “che ha permesso di trovare un equilibrio tra i valori molto avanzato, aprendo però a una riflessione di carattere etico: “Non possiamo mettere in discussione la scelta e il dramma di questa coppia – ha osservato il ministro – sono altrettanto convinta che non possiamo esimerci dal discutere pubblicamente i nostri valori. Un problema etico esiste e dobbiamo parlarne senza ipocrisia”. La direzione sanitaria del San Paolo di Milano ha spiegato che gli interventi di aborto selettivo sono nell’ordine dei dieci all’anno, su un totale di circa 700 complessivi. La Consulta di bioetica ha espresso la propria solidarietà alla ginecologa Anna Maria Marconi, “che ha eseguito a termini di legge un intervento che pure ha avuto conseguenze imprevedibilmente fatali per l’imponderabilità che accompagna alcuni interventi medici”. La Consulta, inoltre, “respinge le accuse mosse alla legge 194 e auspica che la normativa in materia sia modificata aumentando la libertà delle donne”.