Buenos Aires, 3 set – “Oggi è un giorno di festa. Per me che vedo realizzarsi un’altra, importante tappa del mio ambizioso progetto di comunicazione per i connazionali all’estero. Per i collaboratori dell’Italiano, che si stanno dedicando, con entusiasmo e abnegazione, al giornale. Ma è soprattutto festa per gli italiani che vivono in Sud America, particolarmente per quelli che vivono in Argentina. Per la prima volta a Buenos Aires si stampa un quotidiano italiano, non era mai successo nel secolo e mezzo della nostra presenza in questo Paese”. Così Gian Luigi Ferretti, direttore dell’Italiano – quotidiano per gli Italiani nel Mondo, stampato a Roma e diffuso anche in internet – commenta in un editoriale la nascita dell’Italiano in Sud America che, spiega il direttore, “sarà un prodotto diverso, pur avendo molti punti di contatto con l’Italiano, dovendo tener conto della specificità della situazione sudamericana. Se, ad esempio, gli italiani d’Europa sono molto politicizzati e un organo di stampa che si rivolga a loro non può che tenerne conto, in questa parte del mondo l’approccio deve necessariamente essere più pragmatico”. “Per quanto riguarda la distribuzione – prosegue Ferretti – iniziamo logicamente in Argentina, e subito dopo in Paraguay. Poi, via via, seguiranno gli altri Paesi. Abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Ci siamo buttati in questa impresa con una buona dose di incoscienza, ma ‘Nihil difficile volenti’, come già diceva il brocardo latino ancor prima che si parlasse di Divina Provvidenza. E’ un passo che facciamo con grande umiltà. Contiamo che i lettori, che da oggi troveranno, tutte le mattine, il giornale fresco di stampa, ci assistano con i loro consigli e ci diano una mano”. “Oggi – conclude Ferretti – è un giorno di festa per tutto il mondo dell’informazione per gli italiani nel mondo. Non abbiamo alcuna ambizione di sostituire nessuno, di portar via qualcosa a qualcuno. La nostra nascita deve essere considerata un arricchimento del panorama informativo anche dai settimanali, bisettimanali e mensili esistenti in questa zona, che stanno facendo un ottimo lavoro. Alcuni di loro da moltissimi anni. Chiediamo e offriamo collaborazione. E che Dio ce la mandi buona”.