Roma, 4 set – Il contributo positivo dell’Europa al made in Italy sul saldo della bilancia commerciale passa dal 25 al 35 per cento. Lo afferma in una nota Assecamerestero, secondo cui continua la performance decisamente positiva delle esportazioni italiane sul mercato europeo e a livello mondiale e a beneficiarne è il saldo commerciale. E’ il made in Italy a permettere di consolidare a livello europeo le nostre posizioni con un saldo attivo per 6,9 miliardi di euro contro il passivo di 4,8 degli altri settori. Il saldo complessivo verso i paesi Ue passa da un passivo di 2,6 miliardi di euro dei primi sei mesi dell’anno scorso all’attivo di 2,1 miliardi raggiunto a giugno di quest’anno mentre verso il resto del mondo permane il deficit ma dimezzato da 14,3 miliardi agli attuali 7,3. Nei soli mercati europei i settori di specializzazione produttiva italiani (abbigliamento, arredamento, alimentare, meccanica e strumenti di precisione) registrano un incremento del saldo del 60 per cento rispetto al primo semestre 2006, mentre l’analogo dato relativo al totale dei nostri scambi con l’estero è del 18 per cento. L’incidenza del contributo positivo del made in Italy al saldo commerciale verso l’Europa aumenta di ben dieci punti sul totale (dal 25 al 35 per cento). Insomma è sempre l’Europa a guidare in maniera forte la ripresa delle vendite all’estero, in controtendenza rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Del 12 per cento è l’incremento medio delle esportazioni sui mercato europei (quattro punti in più rispetto allo stesso periodo 2006), con picchi ancora più elevati in Spagna (+17,2 per cento contro il 5,2 per cento del primo semestre 2006) nostro terzo mercato di sbocco, e buone performance in Germania (con il 10,8 per cento miglioriamo di quasi tre punti rispetto allo scorso anno) e in Francia dove cresciamo dell’8 per cento (quasi il doppio dello scorso anno). Tre mercati che da soli rappresentano quasi un terzo delle nostre export complessivo (il 32 per cento quest’anno). Quanto ai principali mercati extra europei “in attesa di vedere eventuali contraccolpi negativi dei recenti effetti della crisi del mercato immobiliare statunitense per le nostre vendite nell’area, anche se è probabile che ne risentiranno meno i mercati di alta gamma– secondo Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero – il consolidamento della crescita dei valori unitari dell’export in Cina (12 per cento) e Stati Uniti (9 per cento) e la flessione dei volumi esportati, soprattutto nel mercato statunitense, denota che le imprese stanno innalzando il valore aggiunto dei beni esportati localmente e riducendo i pezzi venduti”.