Lisbona, 7 set – A quasi mesi dalla scomparsa della piccola Madeleine McCann, la bambina inglese di 4 anni scomparsa il 3 maggio scorso nel sud del Portogallo, il colpo di scena: da oggi la mamma è formalmente iscritta nel registro degli indagati. A comunicare la notizia un portavoce della famiglia McCann, Justine McGuinness. Da indagata, Kate McCann potrà avvalersi della facoltà di non rispondere, ha aggiunto la portavoce. La donna ha lasciato questo pomeriggio verso le 16 ora locale la sede della polizia giudiziaria di Portimao, in Algarve, dove era arrivata questa mattina verso le 11. Ieri la donna era stata sentita per ben 11 ore di fila dalla polizia portoghese, ed è stata la prima volta che i coniugi McCann non sono ascoltati insieme. Un altro portavoce della famiglia, David Hugues, ha precisato che alla fine dell’audizione di ieri la Kate McCann “è stata informata che doveva avere lo statuto di ‘arguido’ (‘sospetto’, ndr) per rispondere” alle “22 domande che gli investigatori devono ancora rivolgerle”. La McGuinness ha tenuto a sottolineare che la posizione giudiziaria della donna è diversa da quella del marito, che è stato ascoltato oggi dagli inquirenti. Sembra che la svolta nell’indagine sia arrivata all’indomani dei risultati delle analisi su macchie di sangue, fibre, capelli raccolti nell’appartamento di Praia da Luz, località dove è scomparsa Maddie. Gli esami sono stati effettuati da un laboratorio inglese, e, secondo le indiscrezioni della stampa portoghese, potrebbero rafforzare l’ipotesi che la bambina sia morta probabilmente per cause accidentali, forse la notte stessa della sua scomparsa.. A “inchiodare” mamma McCann sarebbero state, secondo la polizia, le macchie di sangue ritrovate all’interno dell’auto affittata dai suoi genitori 25 giorni dopo che la bambina si era volatilizzata. La famiglia della piccola Maddie non abbandona le ricerche. Ieri i genitori avevano lanciato un nuovo appello per la sua liberazione. Il caso della piccola ha commosso il mondo. Per mesi i McCann hanno organizzato una grande campagna internazionale per ritrovarla. Poco tempo fa sono stati ricevuti anche dal Papa. L’hanno cercata in ogni parte del Portogallo con un ingente spiegamento di forze: 400 persone tra poliziotti, militari e civili, in elicottero e su navi guardacoste, a cavallo e aiutati da unità cinofile, supportati da esperti venuti da Londra. Anche il calciatore portoghese del Manchester United Cristiano Ronaldo aveva lanciato un appello ai cittadini dei due Paesi per dare tutte le informazioni in loro possesso per ritrovare la bambina. Niente, tutto inutile, almeno per ora. La famiglia e gli amici della madre hanno espresso sconcerto e delusione per la notizia della sua iscrizione al registro degli indagati. Lei stessa, secondo quanto viene riferito, è convinta che la polizia la sospetti di aver ucciso la figlia. Parlando alla tv Sky News la portavoce, Justine McGuinness, ha definito “un’insinuazione ridicola” il sospetto sollevato dalla polizia portoghese secondo cui Kate “è legata in un modo o nell’altro alla morte della figlia”. “Kate – ha ribattuto – ha fatto tutto quanto in suo potere per ritrovare la sua splendida figlia. E’ una madre fantastica, non farebbe male a una mosca”. Già da ieri la stampa portoghese aveva annunciato una svolta nelle indagini, sostenendo che i risultati delle analisi avevano rafforzato l’ipotesi della morte della bambina. Di recente, il settimanale popolare portoghese Tal&Qual, subito querelato dai McCann, non aveva escluso che la morte della bambina fosse avvenuta in maniera accidentale, a causa di una dose eccessiva di calmanti. I genitori hanno sempre raccontato che la sera della scomparsa di Maddie si trovavano a cena in un vicino ristorante, mentre la bambina, con i due fratellini, dormiva nell’appartamento affittato per le vacanze a Praia da Luz. Ed è stato proprio quel giorno, quel 4 maggio, che Maddie è scomparsa nel nulla. Quella sera, di ritorno dal ristorante a meno di un centinaio di metri dal loro alloggio con alcuni amici, Kate e George McCann avevano raccontato di aver trovato una finestra forzata: la bambina non c’era più. Secondo alcune testimonianze, quella non sarebbe stata la prima volta in cui la coppia inglese lasciava soli i figli all’interno del villaggio “Ocean Blue” frequentato da turisti britannici, e questo potrebbe aver spinto qualcuno a entrare in casa e rapire la piccola.