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RAI: NOMINATO FABIANI, OPPOSIZIONE PROPONE SCIOPERO CANONE

it@withub.it by it@withub.it
10 Settembre 2007
in Archivio News dal mondo
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Roma, 10 set – Sarà Fabiano Fabiani il sostituto di Angelo Maria Petroni nel CdA della Rai. L’assemblea degli azionisti dell’azienda, su proposta del ministero del Tesoro, azionista di maggioranza con il 99.55% del capitale sociale, ha infatti reso noto in mattinata la decisione, scatenando come prevedibile una ridda di polemiche nel mondo politico. Petroni, al suo secondo mandato, era infatti considerato in quota Forza Italia, mentre il suo sostituto è ritenuto vicino al governo. Fabiani, già presidente dell’Acea, direttore centrale all’Iri, amministratore delegato di Società Autostrade e di Finmeccanica, ha lavorato per 23 anni nella televisione di Stato, dove è stato direttore di telegiornale, direttore centrale dei programmi culturali televisivi, responsabile del gruppo di studio per la terza rete, vice direttore generale per il coordinamento delle direzioni tecnica, amministrativa, commerciale e del personale. In una lettera inviata al presidente della Rai, Claudio Petruccioli, il neo-consigliere ha espresso la sua gratitudine al ministro dell’Economia per la considerazione espressa nei suoi confronti ed ha commentato: “Nello sviluppo culturale del Paese la Rai ha svolto un ruolo fondamentale e ad essa mi sento legato in modo particolare, perché da qui ha preso avvio il mio percorso professionale con una esperienza feconda e felice. Ho ritenuto doveroso rendermi disponibile per dare un contributo, insieme a te, agli altri consiglieri e al direttore generale, considerata anche la delicata fase attraversata attualmente dall’azienda”, ha continuato Fabiani, sottolineando infine di aver già rassegnato le dimissioni da presidente dell’associazione produttori televisivi, incarico ricoperto fino ad oggi, e di voler “rinunciare agli emolumenti spettanti dalla carica” che si appresta a ricoprire in Rai. Numerosi esponenti della maggioranza hanno già esposto la propria soddisfazione per la nomina. “Un nome di grande prestigio e competenza”, per Roberto Cuillo dei Ds, in grado di “ridare dignità e autonomia al servizio pubblico Rai”. Secondo Renzo Lusetti, parlamentare della Margherita, quella del nuovo consigliere è “una scelta di alto profilo e non di parte. Fabiani è un grande uomo di grande professionalità ed un esperto di televisione. Mi auguro che la sua nomina contribuisca a dare stabilità e rilanciare la Rai”. Per Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Rifondazione comunista, “la nomina di Fabiani mette fine ad una vicenda lunga e troppe volte rimandata. Angelo Maria Petroni, in più occasioni si era dimostrato interessato a sostenere le ragione della parte politica che l’aveva indicato nel precedente governo, piuttosto che gli interessi generali dell’azienda. Facciamo gli auguri di buon lavoro – conclude – a Fabiano Fabiani, la cui nomina rappresenta un utile contributo di professionalità e competenza manageriale alla più grande azienda culturale italiana”. Anche per il consigliere Sandro Curzi “la nomina di Fabiano Fabiani a consigliere Rai è indubbiamente un fatto positivo, nel senso che accresce, a livello di massimo organo di gestione del servizio pubblico, il tasso di esperienza, di prestigio, di conoscenza dell’azienda e di attaccamento all’idea di un forte e stabile presidio di qualità e di valori – nell’omologante e competitivo sistema della comunicazione – che faccia direttamente riferimento agli interessi della collettività”. L’ex direttore del Tg3 ha del resto espresso parole di ringraziamento anche per il consigliere uscente Petroni: “Al di là delle polemiche e delle opposte valutazioni in passaggi decisivi della vita aziendale – ha affermato Curzi -, credo anche doveroso riconoscere il suo contributo di conoscenza giuridica e di intelligenza offerto all’attività del CdA”. Di tutt’altra opinione, ovviamente, gli esponenti dell’opposizione: “Il bandito Padoa Schioppa ha colpito ancora – è ad esempio la durissima reazione di Maurizio Gasparri di An -. Dopo l’atto criminale contro Speciale, una nuova illegalità commessa da questo violatore di qualsiasi norma. La rimozione di Petroni pone fine ad ogni possibile confronto o dialogo fra i due schieramenti. Come si fa a dialogare con dei banditi?”. L’esponente di Alleanza Nazionale ha continuato definendo Fabiani “un vecchio boiardo esecutore di ordini altrui per vocazione e tradizione ripescato dagli archivi della partitocrazia” e invitando gli utenti a non pagare “il canone per il 2008”. Secondo il presidente della Commissione di vigilanza Rai Mario Landolfi, la nomina di Fabiano Fabiani nel Cda Rai è “spoil-system fuori stagione. La nomina di un prodiano come Fabiani al posto del professor Petroni nel Cda Rai conferma che siamo in presenza di una autentica emergenza democratica”. Per Gianfranco Rotondi, segretario della Democrazia cristiana per le autonomie e membro della Commissione di vigilanza Rai, si tratta di “un atto di forza che non fa bene alla democrazia e non fa bene alla Rai. Un blitz contro il consigliere Petroni che lascerà il segno. Il governo poteva evitare questo strappo. Non c’erano le condizioni per la sostituzione di Petroni”. Anche una dichiarazione congiunta del Coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi e del vice-coordinatore Fabrizio Cicchitto esprime il dissenso dell’opposizione nei confronti della nomina di Fabiani: “Dopo aver preso possesso di tutte le istituzioni dello Stato ci troviamo oggi di fronte anche all’occupazione selvaggia della Rai con la nomina di un consigliere d’amministrazione chiaramente di parte, espressione diretta del presidente del Consiglio. E’ indispensabile un intervento immediato del presidente della Repubblica – prosegue la nota degli esponenti forzisti – così giustamente attento anche di fronte ad espressioni puramente verbali che presentavano il pericolo di radicalizzare lo scontro politico nel nostro Paese, in seguito ad una decisione dell’esecutivo volta a squilibrare alla radice l’equilibrio politico della tv pubblica. Ci riserviamo di prendere ogni tipo di iniziative, anche le più clamorose, per reagire a questo atto così grave”.

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