Zurigo, 12 set – “Da anni, come patronato Ital-Uil in Svizzera, siamo impegnati nella difesa e nella tutela dei diritti sociali, previdenziali ed assicurativi dei lavoratori italiani in questo Paese. Conosciamo, quindi, molto bene i problemi ed i rischi che incontrano quotidianamente i lavoratori e, più di tutti, proprio quelli addetti al settore edile e, tra questi, in particolare, i lavoratori stranieri e quindi anche gli emigrati italiani. Conosciamo altrettanto bene, dopo anni di esperienza e di attività di patronato nella Confederazione Elvetica, cosa abbia significato e significhi tuttora per i lavoratori edili la protezione del loro Contratto Nazionale Mantello”. E’ quanto dichiara in una nota Dino Narsi, presidente dell’Ital-Uil Svizzera e membro del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Un contratto collettivo di lavoro che – spiega Nardi – da oltre settanta anni grazie all’impegno del sindacato, ha garantito, nel tempo, sempre più diritti ed una maggiore giustizia sociale ai lavoratori edili: basti pensare, per restare all’attualità, al pensionamento di vecchiaia a sessanta anni ottenuto nel 2003 nel settore edile, dopo una lunga lotta del sindacato”. “Pertanto – prosegue la nota – come Ital-Uil Svizzera, non possiamo che solidarizzare con i lavoratori edili ed essere al fianco del sindacato Unia nella loro battaglia contro la Società Svizzera degli Impresari Costruttori (Ssic) che ha disdetto il Contratto Nazionale Mantello per il prossimo 30 settembre. Nel contempo lanciamo un forte appello ai lavoratori ed alla comunità italiana in Svizzera a partecipare in massa alla manifestazione di protesta indetta dall’Unia per sabato 22 settembre a Zurigo”. “Noi ci saremo – conclude Nardi – anche perché non vorremmo che la disdetta del Contratto Nazionale Mantello fosse il primo passo della destra elvetica e del padronato svizzero di un progetto più ampio di attacco ai diritti ed alle conquiste dei lavoratori e, più in generale, allo stato sociale della Confederazione”.