Roma, 13 set – L’inflazione registra ad agosto un aumento dello 0,2 per cento congiunturale pari a un incremento tendenziale dell’1,6 per cento. Lo comunica l’Istat rilevando che su base armonizzata Ue, i prezzi al consumo sono scesi ad agosto dello 0,2 per cento, pari ad un incremento annuo dell’1,7 per cento. A luglio l’inflazione armonizzata era scesa dello 0,6 per cento mensile, con un aumento annuo dell’1,7 per cento. Nel mese di agosto gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Ricreazione, spettacoli e cultura (più 0,7 per cento), Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,4 per cento) e Mobili, articoli e servizi per la casa (più 0,3 per cento). Variazioni nulle si sono verificate nei capitoli Abbigliamento e calzature, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili, Comunicazioni e Istruzione; una variazione negativa si è registrata nel capitolo Trasporti (meno 0,2 per cento). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati invece nei capitoli Servizi ricettivi e di ristorazione (più 3,2 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa (più 2,7 per cento) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (più 2,4 per cento); variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Comunicazioni (meno 8,4 per cento) e Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,1 per cento). La crescita dei prezzi di pane e cereali è passata dal 2,5 per cento di luglio al 2,9 per cento di agosto. In particolare, il prezzo del pane è aumentato del 4,2 per cento negli ultimi dodici mesi, quello della pasta del 3 per cento La frutta è invece aumentata del 6,1 per cento, e sono in lieve aumento anche i prezzi della carne, il cui ritmo di crescita su base annua è salito al 2,4 per cento dal 2,3 per cento di luglio. Per quanto riguarda il segmento degli altri beni non alimentari, l’Istat evidenzia una riduzione congiunturale del 2,4 per cento dei prezzi degli apparecchi telefonici, che mostrano una diminuzione tendenziale dell’11,4 per cento. Ancora in calo i prezzi dei medicinali, scesi dello 0,2 per cento rispetto a luglio e del 4,6 per cento rispetto ad agosto dell’anno scorso. All’interno del comparto dei servizi e da rilevare la crescita congiunturale pari allo 0,5 per cento dei prezzi dei servizi di telefonia, che rispetto al 2006 risultano comunque diminuiti dell’8,2 per cento. Rispetto all’anno precedente, aumentano del 4,3 per cento i prezzi dei Servizi ricettivi, mentre una diminuzione del 3,1 per cento si registra per le tariffe aeree. Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati si sono verificati nelle città di Roma (più 2,1 per cento), Reggio Calabria (più 2 per cento), Campobasso e Palermo (più 1,9 per cento per entrambe); quelli più moderati hanno riguardato le città di Trento (più 0,8 per cento), Aosta (più 0,9 per cento) e Firenze (più 1,1 per cento).