Bologna, 16 set – Gli italiani all’estero aspettano la nascita del Partito democratico. Gli italiani all’estero chiedono di partecipare attivamente alla vita politica nazionale. Gli italiani all’estero ci sono e sono pronti a dare il loro contributo. Sono questi i concetti principali scaturiti dal dibattito che si è tenuto stamane alla Festa nazionale de l’Unità, a cui hanno preso parte il responsabile Italiani nel mondo dei Ds Maurizio Chiocchetti, la vicepresidente dei deputati dell’Ulivo Marina Sereni, il viceministro degli Esteri Franco Danieli, il responsabile Esteri dei Ds Luciano Vecchi, il segretario dei Ds in Europa Michele Schiavone e alcuni dei deputati e senatori eletti nelle circoscrizioni estere per il centrosinistra. “Fuori dai confini nazionali – ha detto Chiocchetti – c’è una grande richiesta di partecipazione, e la nascita del Partito democratico è percepita da tutti come un fattore di novità essenziale. Solo con esso potremo ricostruire i partiti, nel breve e nel lungo periodo”. Sulla stessa linea le dichiarazioni di Michele Schiavone, segretario dei Ds Europa: “Oggi, in politica, si è venuta a creare una condizione nuova e all’estero il progetto del Pd è visto con grande interesse, soprattutto in una prospettiva di partecipazione e militanza. In questo momento siamo convinti che il bagaglio culturale e politico portato da questa novità possa creare all’estero un clima fecondo”. Quando si parla di Partito democratico e di Europa, non si può non fare cenno al tema della collocazione internazionale del nuovo partito. In questo senso, se da una parte Chiocchetti afferma che non vi sia alcuna intenzione di rinunciare “alla nostra casa europea, il Partito socialista europeo, né a quella mondiale, l’Internazionale socialista”, dall’altra il responsabile Esteri della Quercia Luciano Vecchi è convinto che “il Pd si prepara a costruire un campo progressista e democratico in Europa più grande di quello che già esiste”. Parlando di Italiani nel mondo, purtroppo, non ci si può esimere dal menzionare anche un’immagine brutta dell’Italia, quella della criminalità. Il viceministro Danieli ha citato la strage di Duisburg, in cui, nella notte di Ferragosto, la ‘ndrangheta calabrese macchiò tutta l’Italia col sangue di sei vittime. “Sono stato a Duisburg – ha detto Danieli – accompagnato da un ragazzo di Locri. Sono convinto che noi dobbiamo sforzarci di trasmettere un’immagine buona e pulita dell’Italia, che si sottragga alle facili generalizzazioni”. A concludere l’incontro di oggi è stata Marina Sereni, vicecapogruppo dell’Ulivo alla Camera. Un intervento prettamente politico, volto a rassicurare il popolo della Quercia (e della Cgil, presente in massa alla giornata conclusiva della Festa nazionale de l’Unità) e a cercare di riassumere in poche frasi le cose buone fatte dal governo Prodi in questi quindici mesi. “Mesi difficili – ha rivelato – a cui ne seguiranno altri anche più duri, con il prossimo varo della Finanziaria. I numeri, però, ci dicono che questo governo ha fatto cose buone, che l’Italia ha ricominciato a crescere, che la disoccupazione sta scendendo, che il debito pubblico sta rientrando. Quanto all’estero, poi, grazie al lavoro del ministro D’Alema, l’Italia è tornata ad essere un Paese rispettato e coinvolto, ascoltato soprattutto dai Paesi arabi e da quelli del Terzo mondo”. I successi, però, non hanno nascosto i problemi. Lo dicono i continui sondaggi commissionati, oltre che dall’opposizione, anche da molti quotidiani nazionali. Sereni ne è consapevole e individua due problemi fondamentali di questi mesi: “Da una parte la coalizione di governo litigiosa e troppo frammentata, dall’altra un Paese bifronte, pronto a chiedere il cambiamento ma che poi, davanti ad esso, si presenta timoroso”. E il governo di centrosinistra, pur nelle difficoltà, si è fatto artefice del cambiamento. Lo dimostra, secondo la deputata dell’Ulivo, l’ottimo accordo con i sindacati sul pacchetto welfare. “Un protocollo che guarda sia ai giovani che agli anziani, che aumenta le pensioni e cerca soluzioni per i giovani precari. E’ con questo spirito – ha aggiunto Sereni – che lavoreremo per fare una Finanziaria equa e giusta per le famiglie, per i più deboli, per chi le tasse le paga”. Anche in risposta a chi, in questi giorni, sta cavalcando e diffondendo il messaggio dell’antipolitica. “Vorrei che Beppe Grillo – ha concluso Marina Sereni – invece di farsi ospitare in grandi palasport come alla Festa de l’Unità di Milano, partecipasse a dibattiti veri come questi. Lui dice: distruggere i partiti. Io penso invece che i partiti vadano ricostruiti perchè i partiti sono la democrazia”.