Roma, 18 set – Salvare Alitalia si può e sarebbe meglio se lo facessero le imprese italiane. Il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha rivolto un vero e proprio appello agli imprenditori di casa nostra affinché intervengano per strappare dall’incertezza la compagnia di bandiera “assumendosi le proprie responsabilità” e partecipando alla gara per la sua acquisizione. E’ bene che Alitalia, il senso dell’intervento di Rutelli, resti italiana: “Lancio un appello agli imprenditori italiani affinché si creino aggregazioni per rimettere in piedi Alitalia perché non possiamo permettere che il nostro paese veda il vettore aereo nazionale dominato da compagnie di altri paesi che hanno strategie nazionali che possono profondamente danneggiare gli interessi italiani”. Secondo il vicepremier, Alitalia è “debole non solo per le cattive gestioni che si sono susseguite negli anni” ma anche “per le difficoltà di integrazione strategica tra i due diversi hub”. “Nonostante una serie di gestioni dissennate – ha aggiunto- non possiamo assistere allo scivolamento verso una nostra soggezione a compagnie che hanno significative presenze del governo nazionale”. Rutelli si aspetta ora “uno scatto di orgoglio” dalla imprese nazionali in quanto “la nuova competizione affidata a Prato per vendere la compagnia contiene molti elementi vantaggiosi: Sarebbe una rinuncia nazionale perdere questa opportunità”. Inoltre, secondo il ministro, l’integrazione tra Alitalia e Air One è ancora da considerarsi come “la scelta più razionale”. L’appello di Rutelli trova d’accordo la sinistra radicale che però invita il governo a muoversi. “Lo Stato non perda il controllo della compagnia”, afferma Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti italiani alla Camera, aggiungendo una postilla: “Il no espresso oggi dal vicepremier Rutelli a compagnie straniere non basta. Per uscire dall’empasse è bene che lo Stato non perda il controllo della compagnia di bandiera e che quindi partecipi, da attore principale, al suo rilancio, che deve avvenire con la stesura di un piano aziendale che salvaguardi il futuro occupazionale dei lavoratori”. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi a Montecitorio, sottolinea: “La proposta di Rutelli per salvare Alitalia è condivisibile e potrebbe ottenere il sostegno dei Verdi, che hanno sempre sostenuto la necessità di tutelare la compagnia di bandiera italiana”. “Sono necessari – aggiunge Bonelli – accordi con vettori stranieri e poi che ci siano investimenti di imprese italiane per salvaguardare il futuro di Alitalia”. Secondo Bonelli, ora “è indispensabile un piano industriale per il rilancio dell’Alitalia e la fine delle esternalizzazioni, soprattutto nel campo della manutenzione”. Anche Rifondazione comunista, con Salvatore Bonadonna, risponde al vicepremier: “Concordo con l’obiettivo di far restare nel paese la proprietà della compagnia di bandiera. Ma con un avvertimento: il governo deve impegnarsi a mettere l’azienda in sicurezza, così da non consentire assalti alle misere spoglie come quelli che possono prefigurarsi”.
(Fca)