Roma, 18 set – Tanti, in maggioranza uomini, i rappresentanti del mondo dell’informazione che oggi hanno partecipato, nella splendida cornice del Salone dei Corazzieri al Quirinale, alla consegna di diversi premi giornalistici che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto riunire. Dieci i premi e quasi 90 i premiati. Al presidente dell’Ordine dei Giornalisti Lorenzo Del Boca il compito d’introdurre i lavori. Dopo aver ringraziato Napolitano per l’attenzione rivolta al mondo dell’informazione del Boca ha sottolineato il ruolo del giornalismo e il fatto che questo sia “un mestiere complicato”, ricordando il collega Giovanni Spampinato ucciso dalla mafia nel 1972 a Ragusa e rinnovando la solidarietà al giornalista dell’Ansa, Lirio Abbate, minacciato nei giorni scorsi dalla mafia. “La professione del giornalista – ha detto Del Boca – è stare in mezzo, tra due squadre se si segue lo sport, tra due partiti se si segue la politica, tra azienda e sindacati. Insomma, il mestiere è testimoniare senza partigianeria”. “La libertà è una conquista che si fa giorno per giorno – ha detto il presidente dell’Ordine – i nostri migliori alleati sono tra la gente di buona volontà”. Poi, Del Boca non rinuncia a ricordare che anche “la precarietà e i bassi salari” sono nemici della libertà dei giornalisti, senza però tralasciare di sottolineare i difetti della categoria e, tra questi, l’uso improprio che spesso si fa del congiuntivo. A quello del presidente dell’Ordine segue l’intervento del ministro della Comunicazione Gentiloni. “I Premi giornalistici qui riuniti – ha detto Gentiloni – sono una straordinaria testimonianza di quanto preziosa – e a volte dura – sia la libertà d’informazione”. “La libertà d’informare in situazioni drammatiche d’emergenza, la libertà dell’informazione in situazioni d’emergenza provocate dalle catastrofi, la libertà di essere testimoni contro la mafia, la libertà di cercare la verità mettendosi dalla parte del cittadino. Talvolta – dice il ministro – ci si interroga sullo stato della libera informazione nel Paese e certo non mancano i problemi ma – spiega – vanno affrontati insieme anche ritrovando il filo del confronto tra le parti in materia di rapporti di lavoro”. Infine Gentiloni dice che “alla politica spetta favorire con buone regole lo sviluppo della libertà d’informazione”. Uno dopo l’altro quindi i rappresentanti dei Premi hanno ricordato le finalità delle loro associazioni e i nomi dei professionisti premiati nel 2007. A conclusione della cerimonia il discorso del presidente Napolitano che cita, unico tra i premiati, David Grossmann, e sottolinea l’importanza della libertà di stampa e del ruolo dell’informazione nella lotta contro la mafia e la criminalità. Napolitano ha rivolto quindi un appello affinché “vengano restituiti ai familiari i resti di Enzo Baldoni, il giornalista morto in Iraq”. Anche l’inquilino del Quirinale si ribella all’“eccessiva violenza che viene fatta al congiuntivo e contro il troppo spazio concesso ai gossip”. “Coniugare il principio di libertà e responsabilità – ha detto inoltre Napolitano – è necessario anche quando si indaga, s’informa si denuncia in materia di politica”. Il Presidente richiama quindi i giornalisti ad una maggiore consapevolezza delle ricadute che può avere una informazione non corretta. Poi Napolitano ha auspiscato “una maggiore attenzione per i fatti legati alle tematiche europee”. Infine il presidente della Repubblica ha ricordato che “nel mondo dell’informazione c’è troppo precariato e umiliazione per un contratto che non c’è” augurandosi che “ai problemi del precariato e a quello di un accordo sul contratto di categoria tra giornalisti ed editori venga trovata presto una soluzione”.
(Ili)