– Bologna, 19 set – Si è svolta a Bologna l’assegnazione dei premi per la quarta edizione di “Popoli in cammino”, istituito dal Sistema feste de l’Unità. La giuria esaminatrice ha proclamato vincitori: per la sezione editi Barbara Pumhösel con la raccolta “Bioluminescenze”, Gabriella Ghermanti con il romanzo “Regina di fiori e di perle” (Roma, Donzelli, 2007); le poesie “inedite” di Candelaria Romero e di Mihai Mircea Butcovan; per la sezione “editi”, il saggio di Nora Moll “Ulisse tra due mari” ( Cosmo Iannone ed.); la raccolta di Rosanna Ambrosi “Tra due culture. Otto ritratti di donne italiane in Svizzera”; sul tema dei flussi di migrazione italiana, premiati Francesco Carchedi ed Enrico Pugliese per “Andare restare tornare”. La poesia di Barbara Pumhösel è, sottolinea la giuria, “il frutto di una documentata riflessione sulle opportunità, i rischi e il pregio dello scrivere in una lingua acquisita, di cui la presente raccolta testimonia un traguardo degno di attenzione nell’orizzonte della poesia contemporanea di lingua italiana. Nemica di ogni frontiera, la poetica dell’autrice è dedicata alla libertà che dovrebbe avere ogni essere umano di scegliere luogo e lingua in cui vivere ed esprimersi”. Barbara Pumhösel, nata nel 1959 a Neustift bei Scheibbs (Austria), ha vissuto tra Gran Bretagna, Francia e Italia, dove vive dal 1988. E’ autrice di poesia e racconti, pubblicati in antologie in Italia e all’estero, ma anche su riviste italiane come “Semicerchio. Rivista di poesia comparata” (Firenze), che ha anche pubblicato la sua raccolta bilingue (italiano/tedesco) Prugni/Pflaumenbäume, e straniere come “Das Gedicht” (Germania) e “Podium” (Austria). L’autrice è stata recentemente inserita nella prima raccolta di poesia della migrazione in italiano “Ai confini del verso”, pubblicata nel 2006 dall’editrice Le Lettere (Firenze) a cura di Mia Lecomte. Proclamata vincitrice per la sezione “editi”, Gabriella Ghermanti che “affronta dal punto di vista di una famiglia etiope il dramma del colonialismo italiano e della resistenza dei patrioti etiopi (uomini e donne) che affrontarono i soldati italiani durante l’occupazione del 1935-41, ma è allo stesso tempo la voce della rimossa memoria coloniale italiana, la quale se è stata negli ultimi decenni scandagliata dagli storici (da Del Boca a Labanca), attende ancora di essere ampiamente interrogata sul piano letterario. Ma la storia narrata da questo romanzo va ben oltre l’epoca dell’occupazione coloniale, – cita la nota motivazionale della giuria – attraversa il periodo della dittatura di Mengistu, la sua sconfitta nel 1991 ad opera del Fronte rivoluzionario democratico del popolo etiope, e segue infine l’emigrazione della famiglia della protagonista Mahlet in Italia. Oralità e scrittura si confrontano in questo romanzo – conclude la nota – portando a contatto italiano e amharico, italiani ed etiopi, due immaginari, due concezioni del tempo e della storia, due modi di narrare e di concepire il passato in comune”. Gabriella Ghermandi, italo-etiope, è nata ad Addis Abeba nel 1965 e si è trasferita in Italia nel 1979. Nel 1999 e nel 2001 è stata premiata al concorso per scrittori migranti dell’associazione “Eks&Tra”, promosso da Fara Editore. Ha pubblicato racconti in collane e riviste e i suoi scritti sono stati inclusi nella prima antologia accademica italiana della letteratura della migrazione “Nuovo Planetario Italiano”, pubblicata nel 2006 da Città Aperta Editore (Enna), a cura di Armando Gnisci. Scrive e interpreta spettacoli di narrazione ispirati alla tradizione culturale etiope, ed è redattrice della rivista online “El-Ghibli”. Per quanto riguarda le poetesse Candelaria Romero e di Mihai Mircea Butcovan, la prima è una giovane ( nata nel 1973 a San Miguel de Tucuman, in Argentina) e, a detta della giuria è “dotata di una voce e di uno sguardo disincantato e tenero nello stesso tempo”; la seconda è di origine romena “la cui ricerca composita non perde mai di vista il respiro e l’ispirazione civile”. Passando al saggio di Nora Moll “Ulisse tra due mari” (Cosmo Iannone ed.), la giuria annota la qualità di “mettere a confronto con acutezza e rigore filologico due bacini culturali distanti e speculari come il Mediterraneo e i Caraibi”; la raccolta di Rosanna Ambrosi, invece, è il risultato di interviste fatte a donne di età professioni, ceti sociali diversi, arrivate in Svizzera , “un omaggio alla generosità e alla combattività di esistenze simbolo della forza delle donne”. Francesco Carchedi ed Enrico Pugliese sono stati insigniti del premio perché, con il loro lavoro, “consentono di aggiornare le conoscenze sulla maggiore comunità italiana all’estero, ossia quella in Germania”. La giuria ha voluto esprimere tutta la soddisfazione per la qualità della partecipazione e ha rivolto un ringraziamento “a tutti gli autori che con la loro opera hanno onorato il premio e alle case editrici”. Un “particolare ringraziamento” la giuria l’ha rivolto al poeta, di origine albanese, Gezim Hajdari, vincitore della seconda edizione di questo premio, che ha presentato una pregevole raccolta di versi “Peligorga”(Besa editrice), “di potente suggestione evocativa , di grande forza vitale a riconferma della sua feconda spinta creatrice”.